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Stop Ue definitivo al gas russo (ma non subito). Approvato il regolamento

where Bruxelles (Belgio) when Lun, 02/02/2026 who roberto

Il regolamento prevede un divieto totale che si applicherà alle importazioni di gnl dall'inizio del prossimo anno, mentre per l’import da gasdotti lo sarà dall'autunno del 2027. L'Italia ha una dipendenza energetica superiore alla media europea ma in lieve miglioramento: scende di un punto dal 75% al 74%.

Stop all’import del gas russo a putin-gazprom.jpgpartire dal prossimo autunno e con una certa gradualità: lo ha deciso il Consiglio Ue che ha dato il definitivo via libera al regolamento.
 
Che cosa prevede
Il provvedimento attuativo – leggiamo su AdnKronos - prevede che l'importazione nell'Ue di gas dalla Russia, sia via conduttura sia sotto forma di gnl, venga proibita ma con una certa gradualità: il divieto si applica sei settimane dopo l'entrata in vigore del regolamento, mentre i contratti in essere godranno di un periodo di transizione. Un divieto totale si applicherà alle importazioni di gnl dall'inizio del 2027, dall'autunno del 2027 per le importazioni via tubo.
Prima di autorizzare l'ingresso di gas nel mercato, gli Stati Ue dovranno verificare dove è stato prodotto. In caso di violazione, il regolamento, che si applica così com'è a differenza di una direttiva, prevede multe piuttosto salate: minimo 2,5 milioni di euro per le persone fisiche e almeno 40 milioni di euro per le imprese, almeno il 3,5% del giro d'affari globale o almeno il 300% del giro d'affari stimato derivante dalla transazione incriminata.
 
Le eccezioni
In caso di emergenza, o se la sicurezza della fornitura di gas viene minacciata in uno o più Stati membri, la Commissione può sospendere il divieto per un periodo fino a quattro settimane. Il regolamento verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Ue ed entrerà in vigore il giorno dopo la pubblicazione.
 
L'Ue importa il 56,9% di energia
Intanto si è saputo che l'Europa resta fortemente dipendente dalle importazioni energetiche con una percentuale del 56,9% sul totale dei consumi. La Cina è al 24% mentre gli Usa sono autosufficienti. È quanto emerge dal settimo Med & Italian Energy Report, frutto della sinergia scientifica tra Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo) e l'Esl@energycenter Lab del Politecnico di Torino, e realizzato con la collaborazione della Fondazione Matching Energies.
L'Italia ha una dipendenza energetica superiore alla media europea ma in lieve miglioramento: scende di un punto dal 75% al 74%. La Francia grazie al nucleare ha una dipendenza inferiore alla media europea (40,1%) mentre la Germania ha un posizionamento, come l'Italia, superiore alla media e in crescita al 66.8%. In questo quadro l'analisi sottolinea come il mix elettrico europeo sta mutando: dal 2000 l'uso del carbone è sceso dal 32% all'11%; mentre aumentata la quota del gas naturale dal 12% al 15%. Crescono fortemente le energie rinnovabili, passate dal 15% al 47% contribuendo ad alleggerire la dipendenza europea. Tutti i paesi europei hanno migliorato la quota di rinnovabili sulla generazione elettrica: l'Italia con il 49% del mix elettrico è sopra la media europea.

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