Terremoto. Il giacimento gas di Groninga è chiuso ma la terra trema ancora
La scossa è stata di magnitudo 3.4 ha colpito l'area di Zeerijp, a dieci chilometri da Delfzijl. Nonostante la chiusura del grande giacimento di gas di Groninga da oltre due anni, il rischio sismico non è svanito.
Nonostante la chiusura del
grande giacimento di gas di Groninga, nei Paesi Bassi avvenuta da oltre due anni (e-gazette ne parlò qui), il rischio sismico non è svanito. La paura è tornata la scorsa settimana dopo che un forte terremoto nel nord del Paese, nella provincia di Groninga. Un terremoto di magnitudo 3.4 ha colpito l'area di Zeerijp, a dieci chilometri da Delfzijl.
Che cos’è successo
Si tratta di una delle scosse più forti mai registrate, secondo l'istituto reale meteorologico olandese. La scossa è avvenuta alle 1,16 di notte. L’epicentro era nei pressi di Zeerijp, 10 chilometri a ovest di Delfzijl, a una profondità di 3 chilometri. Centinaia le segnalazioni del sisma, avvertito in gran parte della provincia e fino al confine tedesco. I residenti parlano di un boato profondo, seguito da un tremore prolungato. Una seconda scossa di assestamento, di magnitudo 2, è stata registrata alle 6,39 del mattino.
I precedenti
L’anno scorso si sono verificati sei terremoti a Groninga con magnitudo superiore a 1,5, soglia alla quale le scosse sono avvertibili. I terremoti nella provincia sono attribuiti all’estrazione di gas dal giacimento di Groninga, iniziata negli anni ’60. Nonostante che l’estrazione dal grande giacimento sia ferma da oltre due anni, i terremoti sono ancora possibili, spiega il sismologo del Knmi Läslo Evers: “Succede perché nel sottosuolo è ancora presente tensione dovuta all’estrazione di allora. Di tanto in tanto quella tensione viene rilasciata attraverso fratture nel giacimento: ed è lì che si genera un terremoto.”



