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La transizione. In Basilicata è calata l’estrazione di petrolio (-11%)

where Potenza when Lun, 09/02/2026 who roberto

La produzione dai due grandi giacimenti di Val d’Agri e Tempa Rossa è passata nel 2025 da 2,79 milioni tonnellate del 2024 a 2,48 milioni. Diminuirà il gettito delle royalty.

Sta calando l’estrazione valdagri.jpgdi petrolio in Basilicata. Lo fa sapere in una nota la Regione, che parla di un calo dell’11% da gennaio a settembre 2025, passando dalle 2,79 milioni tonnellate del 2024 alle 2,48 milioni dello scorso anno. E quindi diminuirà il gettito delle royalty per la Regione e delle quote dirette ai Comuni. Questa condizione “ci impone di accelerare le scelte per rendere più produttiva ed efficace la spesa prodotta da queste risorse per i progetti no-oil”, ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo. “Il confronto ai tavoli specifici sempre aperti in regione avrà una spinta per affrontare la fase di transizione energetica. Vogliamo realizzare una svolta per perseguire due obiettivi prioritari: la creazione di attività produttive con stabilimenti sul territorio, dando priorità a proposte di investimenti di imprenditori lucani e realizzare nuovi posti lavoro stabili con profili professionali adeguati secondo impegni delle compagnie che non trovano attuazione”, ha concluso Cupparo.

 
Terra di petrolio
La Basilicata è terra di estrazioni petrolifere da oltre 35 anni. Nel sottosuolo lucano c’è una imponente presenza di idrocarburi tali da giustificare l’esercizio dal 2001 del più grande giacimento petrolifero su terraferma dell’Europa continentale che si trova in Val d’Agri, nel Comune di Viggiano, gestito principalmente da Eni.
A questo si è aggiunto dal 2020 un giacimento operato dalla Total a Tempa Rossa, nel comune di Corleto Perticara un giacimento, all’interno della concessione Gorgoglione.

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