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Trivelle. Sbloccate in Italia oltre 30 licenze di perforare. Entusiasmo ravennate

where Roma when Lun, 10/11/2025 who roberto

Si perforerà in Basilicata, Lombardia, Emilia-Romagna, Puglia e Campania, e in mare tra Adriatico, Ionio e Canale di Sicilia. Entusiasti a Ravenna i sindacati Uil e Uiltec e il partito repubblicano.

Si torna a perforare alla grandepozzi-oil-flickr.jpg in Italia: dopo la messa a riposo definitiva del Pitesai decisa con una sentenza del Tar Lazio, sono state assegnate oltre trenta licenze per nuove esplorazioni di petrolio e gas: si scaverà in Basilicata, Lombardia, Emilia-Romagna, Puglia e Campania, e offshore tra Adriatico, Ionio e Canale di Sicilia. Il governo punta così a recuperare la produzione nazionale perduta di gas e petrolio. La ripartenza arriva dopo l’annullamento del Pitesai da parte del Tar Lazio, che aveva di fatto congelato il settore.
 
I documenti
Riportiamo a seguire alcuni documenti di iter istruttorio. Previsto il prosieguo dell’iter di Aleanna - la società di cui e-gazette vi ha più volte parlato impegnata nella pianura padana - delle istanze di permesso di ricerca Carovilli, Palazzo San Gervasio, Fontana Villanella, Sciascitiello, Zanza.
Per Brola, Rocca Susella e San Patrizio sono state presentata con inefficacia del provvedimento di interdizione delle attività minerarie in area non idonea Pitesai.
Tra le altre istruttorie anche La Capriola della società Delta Energy con ripristino dell’area in origine richiesta; La Risorta, Posta del Giudice e Solfara Mare della società Apennine Energy.
Ripristino dell’area di istanze di permesso di ricerca: prosieguo dell’iter istruttorio delle istanze di permesso di ricerca Fontevivo, La Stefanina e Santa Maria del Piano della società Pengas Italiana; Gallia della società Aleanna.
Istanze relative alla vigenza: istanze di sospensione del decorso temporale dei permessi di ricerca San Marco della società Aleanna; Ponte dei Grilli della società Aleanna; Anzi della società Eni.
 
Concessioni quinquennali
Istanza di proroga quinquennale della concessione di coltivazione Monte Morrone della società Gas Plus.
Via libera anche per quella denominata Rapagnano della società Apennine Energy. Per le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare: prosieguo dell’iter istruttorio delle istanze di permesso di ricerca della società Apennine Energy e della società Aleanna con ripristino dell’area in origine richiesta; prosieguo dell’iter istruttorio delle istanze di permesso di ricerca d 28 G.R-.AG della società Eni; d 33 G.R-.AG della società Eni; d 79 F.R-EN della società Aleanna.
 
Mingozzi e la Uil
"Le nuove esplorazioni autorizzate in queste ultime settimane dal competente ministero, al momento bloccati, autorizzano nuove speranze per una ripresa delle estrazioni dai nostri pozzi ed una maggiore produzione di idrocarburi indispensabile per aumentare la produzione di energia italiana e quindi ridimensionare il costo delle bollette". Lo afferma l'esponente del Partito Repubblicano di Ravenna Giannantonio Mingozzi. "La moratoria datata 2019, i guasti del Pitesai, poi accantonato, e infine la pronuncia del Tar del Lazio che lo ha annullato due anni fa consentono, quando ancora risentiamo di una dura crisi energetica, di attuare almeno le verifiche sulla ripresa degli emungimenti e quindi sul sostegno alla produzione nazionale. Mi fa piacere - conclude l'esponente del Pri - che riprenda interesse la continuità estrattiva dei pozzi ancora attivi, venendo incontro alle esigenze delle nostre imprese energivore prima che i paesi dell'altra sponda dell'Adriatico ci sottraggano ancora risorse italiane; è utile infine sottolineare che per la nostra economia e per l'occupazione che comporta, gas e petrolio sono ancora indispensabili e le cosiddette fonti alternative o lo stesso nucleare avranno tempi ancora biblici".
“L’emergenza energetica non lascia spazi di manovra sull’ineludibilità della scelta di sbloccare le estrazioni di gas aumentando pertanto la produzione nazionale - dichiarano Uil e Uiltec Ravenna - Ricordiamo a tutti che su 62 miliardi di metri cubi di gas utilizzati in Italia solo 3 sono di produzione nazionale e siamo quindi costretti a massicce e costose importazioni dall’estero a costi decuplicati rispetto al gas presente nei nostri giacimenti. L’aumento delle bollette del gas rischia di colpire sia le famiglie italiane, erodendo il potere d’acquisto, sia le aziende, specialmente quelle cosiddette energivore ma anche le medie e piccole imprese che potrebbero essere messe fuori mercato dall’aumento dei costi dell’energia".
 
Leggi tutti i permessi nel Bollettino ufficiale degli idrocarburi e della geotermia di ottobre https://unmig.mase.gov.it/wp-content... e quello del mese di settembre https://unmig.mase.gov.it/wp-content....

immagini
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