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Trivelle e speranze. L’Eni avvia un nuovo giacimento nel mare di Gela e Licata

where Agrigento when Lun, 19/01/2026 who roberto

Si tratta del giacimento Gemini il cui sviluppo è previsto per la seconda metà dell’anno. Sarà all’altezza delle attese e delle riserve stimate? Intanto le royalty ai comuni agrigentini di Gela, Licata e Butera saranno annuali e non più triennali. Tutti soddisfatti, compresi i Cinquestelle.

L’Eni ha annunciato che entrerà eni-gela.jpgin produzione entro fine anno un nuovo giacimento di gas in mare tra Gela e Licata. Si tratta del giacimento Gemini, ha detto il manager dell’Enimed Luca De Caro, intervenendo nel corso della seduta del consiglio comunale di Gela convocata per fare il punto sugli investimenti dell’Eni. Molti sperano che dal nuovo giacimento arrivino risultati all’altezza delle attese, come forse non è avvenuto completamente per Argo Cassiopea, avviato nell’agosto 2024 e definito il più importante progetto di sviluppo a gas sul territorio italiano con riserve stimate in circa 10 miliardi di metri cubi di gas e produzione annuale di picco di 1,5 miliardi di metri cubi di gas. “Dopo la conclusione di Argo-Cassiopea, sempre per il gas a mare, che è in produzione, prevediamo uno sviluppo sul gas nella seconda metà dell’anno. Il giacimento Gemini è da mettere in produzione entro fine 2026. Sono in fase avanzata gli studi su altre scoperte fatte in mare”, ha spiegato De Caro che ha parlato anche delle concessioni per i campi a terra, dai quali si estrae greggio. “I campi olio sono in produzione da anni - ha sottolineato. - Siamo in attesa, dalla Regione siciliana, di avere riscontro sull'estensione delle concessioni. Sul territorio, quella più importante è Giaurone”.
 
Royalty annuali
Intanto i soldi spettanti ai comuni di Gela, Licata e Butera per le royalty arriveranno annualmente e non più ogni tre anni. È questo il risultato dell’accordo raggiunto dall’assessorato regionale dell’Energia, Francesco Colianni, con il ministero dell’Ambiente, che pone fine allo stallo che da due anni bloccava l’erogazione delle risorse ai territori interessati dall’attività estrattiva dell’Eni.
Grazie all’intesa, entro pochi mesi verrà versata ai Comuni la quota di 1,7 milioni di euro che rappresenta la spettanza per l’anno 2024.
Si conclude così una vicenda che aveva destato forte preoccupazione per gli enti locali interessati. Il problema nasceva dalla particolare conformazione geologica del giacimento Cassiopea che attualmente si estende per il 56% entro le 12 miglia marine e per il 44% al di fuori. Poiché i confini del giacimento potrebbero, però, variare nel tempo in base all’attività estrattiva e ai nuovi dati geologici disponibili, era stata inserita nell’accordo di programma originario una clausola di revisione tecnica triennale che resta sul piano formale, senza però bloccare i versamenti delle quote dovute annualmente. Tutti d’accordo, dunque, perfino l’opposizione. “È una notizia importante perché conferma che il polo energetico del Sud della Sicilia è ancora strategico. Ma soprattutto perché possiamo dire che questi investimenti non restano più scollegati dai territori: l’attivazione di nuovi giacimenti significa anche risorse economiche dirette per i Comuni interessati e, come previsto dalle prescrizioni del ministero dell’Ambiente, l’auspicio è che vengano attivate misure compensative ad hoc anche per la marineria di Licata, chiamata a convivere con le attività offshore”. Così l’onorevole Angelo Cambiano, deputato all’Assemblea regionale siciliana del Movimento 5 Stelle.

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