torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

A tutte royalty. Gela e Comuni vicini battono ancora cassa per Argo e Cassiopea

where Palermo when Lun, 01/12/2025 who roberto

Il sindaco di Gela ha scritto alla premier Meloni che una parte significativa del giacimento Eni ricade entro le 12 miglia dalla costa. Il contenzioso con la Regione. Il Movimento Cinque Stelle chiede ancora più soldi. I dubbi sulla produzione reale dei due giacimenti.

Si torna a parlare di “pìccioli”, royalty-gela.jpgdi soldi che mancano nelle casse dei Comuni coinvolti nel giacimento di metano Argo-Cassiopea che sta in mezzo ael Canale di Sicilia e che stanno scatenando un aspro conflitto per royalty non corrisposte da Eni. Ne avevamo già scritto due anni fa. Ma
 
Il sindaco scrive
Il nuovo atto è stato compiuto dal sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano che (leggiamo su La Sicilia https://www.lasicilia.it/news/attual...) ha inviato una lettera formale alla presidente del Consiglio Meloni, per denunciare lo "stallo insostenibile" nella ripartizione dei proventi legati all'estrazione di gas dai giacimenti Argo-Cassiopea, operati da Eni nella concessione. Il primo cittadino ha ricordato che una parte significativa del giacimento in questione ricade entro le 12 miglia dalla costa, condizione che, assieme alla presenza sul territorio dell'impianto di ricezione, trattamento e compressione del gas, attribuisce al Comune il diritto alle royalty. La situazione di blocco è attribuita a verifiche, ritenute superflue dal Comune, in corso alla Regione Siciliana sulla precisa delimitazione delle aree entro le 12 miglia, nonostante la documentazione tecnica di riferimento fosse già definita in fase autorizzativa. Per superare tale inerzia, il sindaco Di Stefano ha chiesto formalmente a Palazzo Chigi un incontro urgente per rappresentare personalmente le priorità della città.
 
L’emendamento M5S
Anche dall’opposizione si sta lavorando a Roma per dare maggiori benefici ai comuni coinvolti: è notizia di questa settimana che il Movimento 5Stelle ha depositato un emendamento - dichiara la senatrice Ketty Damante - che vede il collega Pietro Lorefice come primo firmatario, che pone fine all’escamotage secondo il quale la compagnia petrolifera corrisponde in percentuale dell’impianto che si trova entro le 12 miglia. Oggi la Regione Siciliana prende il 55% solo se il giacimento è prevalentemente dentro le 12 miglia. “Se il giacimento è solo in minima parte entro le 12 miglia ma per la maggior parte fuori, la Regione spesso non prende nulla, anche se subisce gli impatti ambientali, economici e paesaggistici. Con il nostro emendamento – rileva la senatrice cambia tutto, basta che anche una parte del giacimento ricada entro le 12 miglia e alla Regione spetta comunque il 55% delle royalties da garantire poi con una percentuale di quasi il 47% ai Comuni interessati. Questo non equipara mare e terraferma, che seguono regole diverse, ma rende uguali tra loro tutti i giacimenti marini che ricadono anche solo parzialmente entro le 12 miglia. In pratica, la percentuale resta la stessa, ma molti più giacimenti diventano da 55% e la Regione e le comunità territoriali potranno beneficiare di un ristoro per l’impatto ambientale”.
 
Il piatto piange?
Argo e Cassiopea è sulla carta il più grande sviluppo a gas del paese, con una produzione annua stimata all’origine di 1,5 miliardi di metri cubi con riserve di circa 10 miliardi di metri cubi. Un grande patrimonio per la Sicilia ma anche per tutto il Paese nella lotta alla sicurezza energetica. Tuttavia qualcuno oggi sta cominciando a pensare che tutti questi ritardi e lungaggini anche nell’erogazione di royalty possano essere effetto di un altro fatto: ovvero i ritorni produttivi dei giacimenti potrebbero essere molto lontani dalle previsioni e dalle aspettative. Saranno le solite maldicenze che si scatenano sempre quando le casse piangono?

immagini
eni-gela