torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

Per tutti gli isotopi! Ecco che cosa dice la strategia nucleare di Confindustria ed Enea

where Roma when Lun, 21/07/2025 who roberto

I dati dello studio su tecnologie, costi e ricadute che stima la creazione di circa 117mila nuovi posti di lavoro, di cui 39mila direttamente nella filiera.

Confindustria ed Enea hanno nucleare-immagine-ey.jpgpresentato un documento che delinea la strategia per reintegrare l’energia nucleare nel mix energetico italiano, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività industriale. Il rapporto che si intitola “Lo sviluppo dell’energia nucleare nel mix energetico nazionale - Le potenzialità per l’industria italiana”, stima la creazione di circa 117mila nuovi posti di lavoro, di cui 39mila direttamente nella filiera economici per quanto riguarda le due tipologie di impianti proposte (small modular reactor e advanced modular reactor). Secondo gli scenari analizzati, con un primo impianto operativo dal 2035, il nucleare risulterà vantaggioso sia dal punto di vista economico sia energetico, con benefici di rilievo per l’industria, soprattutto per i processi ad alta temperatura difficili da decarbonizzare. Il rapporto sottolinea inoltre l’efficacia di un adeguato sistema di incentivi al nucleare, sulla scia di quanto già avvenuto con le fonti rinnovabili.
 
Roadmap
La roadmap tracciata dal rapporto prevede di implementare una flotta di reattori nucleari di tipo Smr, in virtù della maggior maturità tecnologica, affiancati, appena disponibili, da sistemi Amr per poter beneficiare delle rispettive caratteristiche peculiari, sinergiche e complementari.
 
Aspetti economici
Sulla base di studi Aie-Iea, il costo di generazione relativo a impianti Smr ed Amr è stimato tra 70 e 110 dollari per megawattora installato, comparabile con il costo delle fonti rinnovabili (considerando i costi di accumulo e gli altri costi accessori delle rinnovabili non programmabili). Secondo il rapporto, lo sviluppo del nucleare potrebbe generare un ritorno economico pari al 2,5% del pil nazionale e creare 117mila nuovi posti di lavoro, di cui 39mila direttamente nella filiera.
Oltre 70 aziende italiane già operano in ambito nucleare; si tratta di un presidio che, se opportunamente supportato, può fungere da volano per l’espansione della catena del valore nucleare nazionale. Numerose imprese associate a Confindustria hanno manifestato interesse a estendere il business nel settore nucleare. Per il rilancio anche industriale della ricerca in campo nucleare, sono già presenti alcuni piani d’investimento, come il Piano di Ricerca Nucleare (Pnr).
 
Obiettivi e tecnologie
L’introduzione del nucleare avanzato e sostenibile in Italia al fianco delle fonti rinnovabili si fonda sulle tecnologie di nuova generazione che consentono di raggiungere gli obiettivi ambientali e di sicurezza energetica, con benefici in termini di riduzione dei costi per cittadini e imprese e del consumo di suolo, di maggiore stabilità e sicurezza della rete elettrica e avvicinamento tra luoghi di produzione e centri di consumo. Le tecnologie alla base del rilancio sono quelle dei Smr (Small Modular Reactor): reattori modulari di piccola taglia, più flessibili, sicuri e adatti alla cogenerazione a media-alta temperatura e dei Amr (advanced modular reactor): reattori avanzati, modulari ad alta efficienza, che si integrano in una logica complementare agli Smr, capaci di riciclare il combustibile esausto proveniente dagli Smr, di fornire calore di processo ad alta temperatura per applicazioni industriali.
Tra le caratteristiche elencate le emissioni minime, una produzione programmabile e stabile di elettricità e calore in modalità cogenerativa; minime necessità di combustibile (consentendo di stoccare facilmente riserve strategiche) e produzione di rifiuti; maggiore stabilità, sicurezza e affidabilità della rete elettrica, senza costi aggiuntivi per il sistema di distribuzione.
 
Formazione e ricerca
Per attuare un programma sul nucleare sostenibile in Italia è necessario un approccio integrato che preveda una forte connessione tra industria, ricerca, istruzione e formazione. Il documento evidenzia l’urgenza di un piano formativo nazionale per la qualifica di tecnici e professionisti, su tutti i livelli dell’istruzione (superiore e universitaria) e per svariate discipline (ingegneria, giurisprudenza, chimica, fisica, management). Il piano dovrà coinvolgere università, istituti tecnici e professionali, enti di ricerca e aziende interessate per potenziare la formazione a tutti i livelli e percorsi di addestramento sul campo, anche per figure provenienti da settori diversi, e garantire personale adeguatamente preparato e continuamente aggiornato. Per mantenere la competitività a livello internazionale, è imprescindibile il sostegno pubblico alla ricerca, al fine di aumentare gli investimenti e potenziare le infrastrutture.
Studi e sondaggi evidenziano un crescente consenso per il nucleare, ma anche una diffusa carenza di informazione. In questo contesto è necessaria una comunicazione chiara, accessibile, trasparente e basata su dati oggettivi per favorire un dibattito informato e una partecipazione attiva che preveda il coinvolgimento tutte le parti interessate e la diffusione di una narrativa corretta con la quale fornire le conoscenze base che consentano al pubblico di avvicinarsi con maggiore consapevolezza alle riflessioni e ai dibattiti. Fondamentale istituire programmi educativi e di divulgazione scientifica e sviluppare una cultura della sostenibilità energetica sulla base delle esperienze dei Paesi in cui la conoscenza dei benefici legati a questa tecnologia ha incrementato la sua accettabilità sociale.
 
Monti (Edison): componente programmabile
Sul tema del nucleare è intervenuto al Sustainable Future Energy Summit di Class Agorà, Nicola Monti, ceo di Edison secondo cui "dobbiamo innanzitutto essere consapevoli che parliamo di qualcosa che ci darà una ricaduta in termini di produzione in un orizzonte non inferiore a dieci anni, perché i tempi di avere un quadro normativo idoneo, di individuare dei siti, di completare l'iter autorizzativo, di effettuare gli investimenti ci porta automaticamente in un orizzonte di dieci anni".
"Credo - ha continuato – che sia necessario assicurarci come mix energetico e come diversificazione energetica una quota di energia programmabile, decarbonizzata nel nostro sistema. Questo in un orizzonte a 10-15 anni. Il nucleare ci darà un contributo, soprattutto nella zona centro-nord del nostro Paese, dove abbiamo i settori produttivi, quelli più energivori, che hanno bisogno di energia costante".
Secondo Monti "l'importante è creare le condizioni ed essere consapevoli che se vogliamo avere un mix decarbonizzato e un sistema stabile e affidabile, abbiamo bisogno di una componente programmabile. E la tecnologia non ci dà molte altre opzioni".

immagini
nucleare-immagine-ey