torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

Tutti pazzi per la benzina. Ottobre boom. Record di consumo dagli ultimi 15 anni

where Roma when Lun, 24/11/2025 who roberto

In Italia la domanda di benzina cresce di oltre il 4% nonostante un calendario non favorevole. In ottobre le vendite italiane al mercato di prodotti petroliferi hanno però fatto segnare un calo netto del 2% (-94mila tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2024.

Complici il passaggio verso le carburanti.jpgauto ibride e le limitazioni al gasolio, in ottobre le vendite di benzina confermano e consolidano il trend di crescita, con un progresso del 4,3% (+33mila tonnellate) nonostante un calendario non favorevole rispetto a quello dell’ottobre 2024 che aveva contato sui viaggi vacanzieri del lungo ponte di Ognissanti. Bisogna risalire al 2010 per trovare un ottobre con volumi più alti di quelli attuali. Lo rende noto Unem nel suo consueto aggiornamento che evidenzia più in generale che le vendite al mercato di prodotti petroliferi sono state sostenute dalla mobilità stradale e aerea (+66mila tonnellate), mentre per la continua riduzione delle vendite nazionali del petrolchimico (-173mila tonnellate) complessivamente hanno fatto segnare un calo netto del 2% (-94mila tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2024.
 
Gasolio e gpl
Unem rileva inoltre un secondo mese con un segno positivo per il gasolio motori (+0,9%, +19mila tonnellate), con il canale rete che ha registrato un +1,5%, mentre quello extra-rete un -0,3%. Ancora un aumento, sebbene più contenuto dei precedenti, per il cherosene avio (+2%) che consegue comunque il nuovo record per il mese di ottobre (quello storico è fermo al luglio 2025). Positivo anche il gpl autotrazione (+3,6%, +5mila tonnellate), ma ancora di più il canale combustione (+6,1%, +8mila tonnellate). Settimo incremento consecutivo per i lubrificanti, indicatore anticipatore per eccellenza dell’andamento della produzione industriale, cresciuti del 7,2%, (+2.500 tonnellate), con il canale motori che ha fatto segnare un +5,7%, mentre quello industria un +8,7%.
 
La crisi della petrolchimica
Avanzano nuovamente i bitumi (+11,5%), grazie ad un mese particolarmente secco che ha favorito lo svolgimento delle attività stradali. Conferma il momento negativo il bunker marina (-12,9%, -33.700 tonnellate), con l’incremento del gasolio (+58,6%) che non riesce a compensare pienamente il calo dell’olio combustibile (-34%), e che sconta altresì una serie di criticità che penalizzano i porti italiani.
Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, che comprendono anche le attività industriali, ad ottobre va rilevato un decremento del 2,4% (-125mila tonnellate) segnato particolarmente dalla petrolchimica.
 
Prezzi
Nel mese di ottobre, rileva ancora Unem, i prezzi al consumo hanno riflesso le incertezze dei mercati internazionali mostrando un andamento altalenante, ma confermandosi comunque inferiori rispetto ai prezzi medi del mese precedente e inferiori, per benzina e gasolio rispettivamente di 5 e 1 centesimi al litro contro l’ottobre 2024.
Per il prezzo industriale (cioè al netto delle tasse), sia la benzina che il gasolio si restano inferiori di 2,5 centesimi euro al litro rispetto alla media dell’area euro.
 
Dieci mesi
Relativamente ai primi dieci mesi del 2025, le vendite al mercato nazionale sono state pari a 42,7 milioni di tonnellate, con un calo del 2,7% (-1.185mila tonnellate) rispetto al 2024, seppure in presenza di lavorazioni delle raffinerie in linea con l’anno passato.
In particolare, si rafforzano i consumi totali di benzina, che hanno sfiorato i 7,5 milioni di tonnellate (+3,8%, +275mila tonnellate), e quelli del jet fuel, che hanno superato i 4,3 milioni di tonnellate (+2,4%, +101mila tonnellate), a fronte di un calo del gasolio totale (-1,1%, -245mila tonnellate), interamente dovuto al solo gasolio motori. Lieve progresso per i lubrificanti (+1,1%) e il gpl (+1,5%), il cui canale autotrazione è comunque diminuito dell’1,4%. I bitumi scendono dell’1%.
Quanto ai consumi petroliferi totali, pari nei primi dieci mesi a circa 47,2 milioni di tonnellate, la flessione è stata del 3% (-1,45 milioni di tonnellate) rispetto allo stesso periodo 2024, dovuto al forte calo della petrolchimica netta che da sola pesa per il 58% del calo, seguita dal parimenti rilevante calo dei bunkeraggi che complessivamente perdono 417mila tonnellate.

immagini
carburanti-creative-commons