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Tutti pazzi per l’idrogeno verde. Società Gasdotti Italia e Società Chimica Bussi lo immettono nella rete gas

where Roma when Lun, 05/07/2021 who roberto

Per la sperimentazione saranno utilizzate circa 100 tonnellate di idrogeno verde prodotto da SCB con i propri impianti produttivi a tecnologia elettrolitica

Società Gasdotti Italia, secondo idrogeno.jpgoperatore di trasporto di gas naturale in Italia per estensione della rete, ha siglato un accordo con Società Chimica Bussi, azienda chimica basata a Bussi Sul Tirino (Pescara) appartenente al Gruppo Gestioni Industriali, principale operatore nazionale nel segmento della chimica di base elettrolitica, finalizzato all’avvio di un progetto per l’immissione in esercizio stabile sulla rete del gas di idrogeno verde, ovvero generato tramite processi industriali alimentati da energia rinnovabile, ottenendo una miscela di metano e idrogeno all’1%.
 
Hybrids
Il progetto, denominato HyBRIDS - HYdrogen Bidirectional Redelivery Injection & Dynamic Storage facility, avrà una durata compresa tra i 24 e i 36 mesi ed è incluso tra i 997 progetti della European Clean Hydrogen Alliance, di cui S.G.I. è membro, architrave dell’implementazione della strategia UE per l’idrogeno. SCB produce già oggi idrogeno verde attraverso processi elettrolitici alimentati da energia idroelettrica, il quale (fino a 72 tonnellate l’anno) sarà conferito in misura prevalente nel progetto HyBRIDS, e quindi destinato alla sperimentazione attraverso la rete di trasporto S.G.I., ma anche in altri progetti di sviluppo delle applicazioni del gas verde, che nel loro complesso conseguiranno e un risparmio in termini di emissioni di CO2 pari ad almeno 560 tonnellate l’anno.
 
Sviluppo know-how
Il valore industriale ed ecologico del progetto HyBRIDS risiede nel testare sul campo le procedure e gli impianti per la miscelazione continua, variabile durante l’arco della giornata, di idrogeno-metano. Sarà così sviluppato un know-how innovativo da applicare in futuri progetti relativi sia agli altri siti produttivi del gruppo GIG sia alla rete di trasporto del gas di S.G.I., anche lato utente finale, evidenziando i migliori sistemi per convertire il patrimonio infrastrutturale per il trasporto del gas esistente - che si estende, nel caso di S.G.I., per circa 1800 km - al trasporto di idrogeno generato, da energie rinnovabili e/o con ridotto contenuto di CO2, all’interno di stabilimenti già dotati delle necessarie competenze produttive e impiantistiche, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei per la sostenibilità e la transizione energetica.
 
Le infrastrutture necessarie
SCB realizzerà, nell’ambito del progetto, infrastrutture per la captazione, la purificazione, la compressione e la misura dell’idrogeno prodotto dai propri processi produttivi elettrolitici alimentati da energia idroelettrica, in modo da renderlo compatibile con la miscelazione nella rete di trasporto del gas. S.G.I. realizzerà le infrastrutture di connessione agli impianti SCB e un idrogenodotto del diametro di 8 pollici (pari a circa 20 cm), che avrà anche una funzione di accumulo al pari di un impianto di stoccaggio con possibilità di reverse flow, ovvero di restituzione dell’idrogeno a SCB in caso di necessità da parte dei propri processi produttivi. Infine, sempre S.G.I. realizzerà l’impianto di miscelazione e immissione dell’idrogeno in rete, dotato di strumentazioni per il controllo della portata di gas naturale in transito, per il dosaggio automatico dell’H2 immesso in rete, per l’identificazione e il monitoraggio della percentuale di miscelazione idrogeno-metano, variabile a livello temporale nell’arco della giornata, nell’infrastruttura di trasporto e per il controllo remoto dell’operatività dell’impianto (regolazione della portata dell’idrogeno in ingresso, pressione di esercizio, ecc.), nonché della misura e qualificazione del vettore energetico.
 
L’investimento
Il progetto HyBRIDS prevede un investimento di circa 7 milioni di euro; per una quota dell’investimento, vista la coerenza del progetto con le direttrici di sviluppo tecnologico per la transizione ecologica previsti dal Green Deal Europeo, saranno richiesti finanziamenti da parte dell’UE e a livello nazionale. I lavori di ingegneria preliminare dureranno per tutto il 2021, mentre la fase autorizzativa inizierà, nelle intenzioni dei proponenti, già a partire dall’anno prossimo. L’avvio dell’immissione in rete partirà nel 2025. L’accordo prevede, in caso di conclusione positiva della sperimentazione, il successivo utilizzo su base commerciale dell’infrastruttura da parte di Società Chimica Bussi.

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