Tutto Eni. Con Industrial Evolution l’Eni ridisegna raffinerie e depositi
Il ramo di azienda del refining evolution & transformation passa alla nuova società con l’obiettivo di assicurare la gestione degli asset tradizionali (raffinerie e depositi). Nella nuova spa entrano gli impianti di Sannazzaro de’ Burgondi, Taranto, Milazzo, Livorno, Robassomero, San Filippo del Mela, Ecofuel e Costiero Gas Livorno.
L’Eni ha riorganizzato l’attività
di raffinazione e della logistica facendo confluire in una società creata ad hoc la maggior parte degli impianti di raffinazione in Italia, oltre che i depositi dei carburanti e gli oleodotti. Da gennaio 2026 è stato conferito il ramo di azienda dell’unità di business refining evolution & transformation alla nuova società Eni Industrial Evolution spa, che avrà l’obiettivo di assicurare la gestione degli asset tradizionali (raffinerie e depositi) in Europa e Medio Oriente e di consolidare il percorso di trasformazione industriale, anche in ottica di economia circolare, attraverso lo sviluppo di nuove filiere industriali. L’operazione, che implica l’ottimizzazione della gestione e la semplificazione e accelerazione dei processi che caratterizzano i business coinvolti, si inserisce nell’ambito della strategia di Eni volta ad assicurare un’offerta energetica decarbonizzata sia nei processi produttivi, sia ai consumatori, cogliendo le opportunità e le prospettive di crescita offerte dalla transizione energetica.
Che cosa comprende
Il perimetro di Eni Industrial Evolution comprende le raffinerie di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) e di Taranto, la partecipazione nella società mista della Raffineria di Milazzo e la raffineria di Livorno, lo stabilimento di Robassomero, il Centro Ricerche Sud di San Filippo del Mela, gli asset di logistica primaria, ovvero i depositi e oleodotti, e le partecipazioni in Ecofuel e Costiero Gas Livorno.
Sannazzaro de’ Burgondi ha una capacità produttiva fino a 11 milioni di tonnellate annue di prodotti petroliferi (gas, gpl, nafta, cherosene, benzine, gasoli e residuo concentrato). È collegata via oleodotto al porto di Genova e con i principali aeroporti lombardi. È in corso un progetto di bioraffineria da 550mila tonnellate all’anno ma si prevede che la produzione di carburanti tradizionali prosegua.
Taranto ha una capacità di lavorazione di 6,5 milioni di tonnellate annue di greggio, proveniente per circa il 60% dalla Val D’Agri, in Basilicata, attraverso un oleodotto di proprietà di Som (70% Eni e 30% Shell). La raffineria di Taranto rappresenta il più importante polo logistico del Sud Italia e fornisce al mercato circa 4 milioni di tonnellate annue di prodotti.
Milazzo (società mista paritetica tra Eni e Q8) ha una capacità di lavorazione di circa 10 milioni di tonnellate l’anno.
Livorno è stata autorizzata a trasformarsi in bioraffineria e si prevede che i lavori per la conversione saranno completati entro fine anno, con una capacità di lavorazione di 500mila tonnellate all’anno per la produzione di hvo diesel.
L’operazione societaria intende sviluppare nuove filiere nell’ambito della trasformazione industriale, valorizzando le competenze delle persone e le tecnologie maturate nelle attività di downstream, per garantirne un futuro all’insegna della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Le attività di lavorazione di materie prime e semilavorati nelle raffinerie, nonché di ricezione, movimentazione, stoccaggio e riconsegna di prodotti nelle raffinerie e nei depositi, saranno garantite da contratti tra Eni e Eni Industrial Evolution, a cui saranno volturate le licenze e autorizzazioni, incluse quelle doganali.
Presidente e amministratore delegato di Eni Industrial Evolution è Umberto Carrara.



