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A tutto nimby. L’Anbi è contro nuove perforazioni in Alto Adriatico

where Venezia when Lun, 09/02/2026 who roberto

L’associazione dei consorzi di bonifica e delle acque irrigue ricorda che lo stato ha riconosciuto la questione e aveva già bloccato le estrazioni stanziando finanziamenti per mitigare i danni.

I consorzi di bonifica dicono francesco-vincenzi-anbi.jpgno alla possibilità di riavviare le estrazioni di idrocarburi in mare, nell'Alto Adriatico: a dichiararlo è Francesco Vincenzi (nella foto), presidente dell' associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi), che ricorda come i consorzi di bonifica polesani e del Delta del Po sostengano ancora importanti costi energetici, che arrivano a incidere fino ad un terzo dei loro bilanci e che inevitabilmente ricadono anche sui contribuenti per espellere, grazie alle idrovore, le acque dal piano campagna, che già naturalmente soggiace al mare, ma che era sprofondato sprofonda per i prelievi di acque superficiali praticati in terraferma nella prima metà del ‘900 da imprenditori agricoli del Polesine con la giustificazione di estrarre acque irrigue, ma in realtà per sfruttare abusivamente il gas che vi era disciolto.
 
La questione subsidenza
"Non comprendiamo come lo Stato, dopo aver riconosciuto il rapporto tra subsidenza e prelievi di gas metano, aver bloccato le estrazioni ed aver stanziato finanziamenti per mitigare i danni, pensi a riattivare le concessioni", aggiunge Alex Vantini, presidente di Anbi Veneto.
L'abbassamento del suolo derivante dalle estrazioni di acqua avvenute tra 1930 e 1960 nella provincia di Rovigo ha aggravato la vulnerabilità idraulica del Polesine, ampliando le aree esposte ad allagamenti ed infiltrazioni saline nelle valli e nelle campagne. Suolo, infrastrutture e insediamenti avevano richiesto interventi continui di manutenzione e adattamento, con impatti economici e sociali significativi per le comunità locali. I passati interventi normativi avevano posto un blocco alle estrazioni nelle aree già danneggiate da questi fenomeni ed avevano espressamente previsto fondi per la manutenzione straordinaria, nonché l'adeguamento delle opere pubbliche di rilevanza nazionale, necessarie alla protezione dal fenomeno della subsidenza.
 
Finanziamenti azzerati
"Ricordiamo – conclude il direttore generale di Anbi, Massimo Gargano – che i finanziamenti dello Stato per mitigare la subsidenza sono pressoché azzerati, sebbene i danni continuino a manifestarsi in modo evidente”.

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