Aiab! I bambini mangiano sempre peggio e l’Italia taglia le mense bio
L’allarme dell’associazione: i fondi per l’alimentazione biologica nelle scuole sono calati del 54% dal 2018. Nonostante gli obiettivi europei e le ricerche scientifiche sempre più chiare sul valore sanitario delle produzioni senza pesticidi.
4,6 milioni di euro per il 2025
, mentre i fondi dal 2018 sono calati del 54%: è questo il punto da cui parte l’appello dell’Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) per potenziare le mense biologiche nelle scuole. Un segnale di allarme che arriva in un momento in cui i dati sulla dietetica bio raccolgono conferme scientifiche sempre più chiare sul valore sanitario delle produzioni senza pesticidi e l’Italia che si trova ad affrontare il tema dell’obesità infantile, con l’8,8% dei bambini di 8-9 anni obesi (il 19% in sovrappeso), secondo i dati del sistema di sorveglianza “Okkio alla salute”.
“Le mense scolastiche biologiche non sono un lusso, ma un investimento in salute e educazione”, afferma l’associazione. Secondo l’Aiab, l’Italia ha progressivamente smantellato il sostegno al settore: nel 2025 il Fondo mense bio è di poco più di 4,6 milioni, contro i 10 milioni del 2018. Con un dato paradossale: mentre i pasti biologici richiesti superano oggi i 54 milioni, l’incentivo statale per ogni pasto è sceso da 0,58 centesimi a poco più di 0,07. L’associazione denuncia che questa contrazione di risorse rende impossibile scalare un modello che invece le normative contemporanee (i Criteri ambientali minimi, Cam, decreto 65/2020 e 2024) spingono verso livelli sempre più sostenibili.
La ripartizione del fondo 2025
Il governo ha già previsto la ripartizione del Fondo mense biologiche 2025: 4,6 milioni di euro saranno distribuiti ai Comuni che gestiscono le mense. L’86% del totale (circa 3,9 milioni) sarà destinato a ridurre le tariffe per le famiglie, proporzionalmente al numero di pasti certificati come bio; il 14% (circa 644.500 euro) sarà riservato a progetti educativi e attività di sensibilizzazione nelle scuole.
Nonostante queste novità, l’Aiab rimane critica. “Non è accettabile che la politica riduca il sostegno a un settore così strategico”, scrive l’associazione in un comunicato, “è urgente tornare almeno ai 10 milioni del 2018, semplificare l’accesso per i piccoli Comuni e creare un fondo tecnico per l’applicazione dei Cam”.
Un appello anche dalla Firab
Un ulteriore monito arriva dalla Firab (Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica) che in una recente analisi sottolinea come la riduzione del fondo danneggi la qualità dell’offerta e accentui le disuguaglianze tra territori. Nel quadro europeo del Green Deal e dell’Agenda 2030, secondo l’Aiab, l’Italia rischia di perdere credibilità rispetto agli impegni su agricoltura sostenibile e salute pubblica.
La posta in gioco è alta: non si tratta solo di alimentazione scolastica, ma della salute dei cittadini, del sostegno alle filiere italiane bio e dell’impronta ambientale dei consumi pubblici. Restare fermi ora significa rinunciare a costruire una mensa scolastica davvero innovativa e responsabile per le future generazioni, avvertono gli esperti.

