L’ambiente in numeri. Così cresce in Italia la mobilità sostenibile
I capoluoghi dotati di un Piano urbano per gli spostamenti verdi sono 76 (+6 in un anno), tra cui 41 dei 43 con più di 100mila abitanti. I mezzi pubblici: sale al 41% la quota di bus a basse emissioni.
In Italia i capoluoghi dotati di
un Piano urbano di mobilità sostenibile (Pums) sono 76 (+6 rispetto all’anno precedente), tra cui 41 dei 43 con più di 100mila abitanti tenuti ad adottare questo strumento, e tutti i 14 capoluoghi metropolitani. Tra questi, Roma, Palermo e Messina hanno un Pums comunale; Genova, Venezia, Bologna, Firenze e Catania un Pums della città metropolitana e Torino, Milano, Napoli, Bari, Reggio di Calabria e Cagliari entrambi. Emerge dal nuovo rapporto Istat sull’ambiente nelle città, con dati riferiti all’anno 2023. Con questa analisi, l’Istat propone una panoramica dei risultati dell’indagine Dati ambientali nelle città, riferiti ai 109 comuni capoluogo di provincia o città metropolitana per l’anno 2023.
In questa edizione, i temi trattati sono il trasporto pubblico locale e la mobilità sostenibile, il verde urbano, la qualità dell’aria, i consumi energetici e le fonti rinnovabili, i rifiuti urbani, l’innovazione e la gestione sostenibile nelle amministrazioni.
Pums e Put
In termini di popolazione residente, la quota dei capoluoghi con almeno un Pums adottato o approvato è dell’89,7%, distribuita uniformemente sul territorio (89,6% al nord, 94,7% al centro, 84,9% nel mezzogiorno). Tra i Pums vigenti nei comuni capoluogo prevalgono quelli circoscritti al solo territorio comunale (64 contro 18 piani intercomunali o di area vasta).
Tra i 33 capoluoghi privi del Pums, soltanto 19 hanno il Piano urbano del traffico (Put), strumento dalla portata più limitata ma obbligatorio in tutti i capoluoghi, con un orizzonte temporale di due anni. In tutto, i
capoluoghi dotati di Put sono circa due terzi del totale, ma nella maggior parte dei casi (55 su 74) lo strumento vigente può ritenersi obsoleto, sottolinea l’Istat, essendo stato adottato, approvato o aggiornato prima del 2021.
Eccelle il nordest
Dal punto di vista dei mezzi, i bus a basse emissioni sono in aumento, mentre continua la crescita di elettrici e ibridi. In particolare, quasi il 60% dell’offerta di tpl disponibile nei capoluoghi (e più del 90% fuori dalle città metropolitane) è fornita da servizi di autobus. Nel 2023, la quota di autobus a basse emissioni (elettrici/ibridi o alimentati a gas) si attestava al 41% del totale, in aumento di 4,3 punti rispetto all’anno precedente e di 11,2 dal 2018. La crescita delle alimentazioni alternative al gasolio è trainata dalla componente dei veicoli elettrici e ibridi (+55,6%), che rappresentano il 12,7% degli autobus in esercizio nei comuni capoluogo. La componente degli autobus alimentati a metano o gpl resta comunque più rilevante (28,3% del totale, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente). Gli autobus a gas sono più diffusi nel nordest (46%) e nel centro (35,6%), mentre quelli elettrici e ibridi si concentrano nel nordovest (22,3%).
La quota complessiva di veicoli a basse emissioni raggiunge il 58,3% nelle città del nordest, ma resta nettamente inferiore alla media nel nordovest (36,4%) e nel mezzogiorno (31%). Il valore medio dei capoluoghi metropolitani, inoltre, è sensibilmente inferiore a quello degli altri capoluoghi (38,7% contro 44%). Fra le grandi città, tuttavia, la quota di autobus a basse emissioni è molto variabile: supera i due terzi a Bologna e Catania e il 50% a Bari e Venezia, mentre è nulla a Reggio Calabria e molto inferiore alla media dei capoluoghi a Genova, Firenze, Napoli, Palermo, Messina e Cagliari.
Crescono le motorizzazioni Euro 6
Oltre la metà degli autobus in esercizio sono Euro 6 o a emissioni zero. Nel 2023 il numero complessivo degli autobus utilizzati per il trasporto pubblico locale nei comuni capoluogo è cresciuto del 2,5% (ma soltanto dello 0,6% nelle città del nord, a fronte di un incremento del 4,2% al centro e del 5,1% nel mezzogiorno). In particolare, aumentano del 12,7% i veicoli conformi allo standard più avanzato (Euro 6, in vigore dal 2013) o a emissioni zero, mentre diminuiscono dell’1,3% gli Euro 5 (lo standard vigente dal 2008 al 2012) e del 24,9% i veicoli più obsoleti (Euro 4 o precedenti).
Negli ultimi anni, anche grazie agli investimenti del Pnrr, il rinnovamento del parco circolante ha conosciuto una positiva accelerazione: la quota degli autobus Euro 6 o a emissioni zero è più che raddoppiata negli ultimi cinque anni, passando dal 24,4% del 2018 al 55,3% nell’insieme dei capoluoghi, e dal 12,2 al 54,4% nelle città del mezzogiorno, che hanno così recuperato uno storico ritardo. Resta ancora elevata, tuttavia, la quota di autobus Euro 5 immatricolati da più di dieci anni (29,4%) ed è ancora in circolazione un consistente residuo di Euro 4 o delle classi precedenti, immatricolati da più di quindici anni (15,4%).
Leggi il rapporto integrale dell’Istat sull’ambiente nelle città:
https://www.istat.it/wp-content/uplo...

