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L’auto ibrida conviene: assicurarla costa il 17% meno del diesel

where Milano when Gio, 04/09/2025 who roberto

Il dato emerge da una nuova analisi di Facile.it. Rispetto alla motorizzazione a benzina il risparmio è invece “solo” del 4%.

L’auto ibrida può essere un buon affareassicurazioneauto.jpg anche a livello economico. Le compagnie assicurative tengono infatti in considerazione anche l’alimentazione del motore. Da una nuova analisi di Facile.it (il noto comparatore di prezzi) commissionata all’istituto di ricerca mUp Research, è emerso che una polizza per un’automobile alimentata solo a diesel o benzina costa in media di più rispetto a una vettura ibrida. Per esempio, limitando l’analisi a veicoli con potenza inferiore ai 75 kW, il premio medio per il modello ibrido è inferiore del 10% rispetto a quello diesel. La differenza aumenta ulteriormente con le auto più potenti; nella fascia tra i 120 e 200 kW assicurare un modello ibrido costa in media il 4% in meno rispetto a quello a benzina e il 17% in meno rispetto al diesel.

Non solo. La decisione d’acquisto di un’auto, come emerso dall’indagine, è guidata principalmente da fattori economici e funzionali (prezzo, consumi, sicurezza), mentre elementi più tecnici come la provenienza del motore e le sue caratteristiche hanno un peso secondario, tanto è vero che appena il 34% del campione intervistato ha detto di tenere in considerazione questo aspetto quando è alle prese con il cambio della vettura.
“Quando il consumatore dice che ‘il motore conta’, in realtà sta esprimendo fiducia nel marchio dell’auto, non necessariamente consapevolezza sull’effettivo produttore del propulsore”, spiegano gli esperti di Facile.it. “Attenzione però a non sottovalutare questo componente, non solo perché rappresenta il cuore dell’auto determinandone le performance, l’affidabilità e i consumi, ma anche perché può avere un impatto sui costi di manutenzione, come il bollo e l’assicurazione”.
Per quanto riguarda il bollo, ad esempio, è bene sapere che il peso della tassa automobilistica varia in funzione della potenza effettiva del motore, espressa in kilowatt (kW) e indicata nel libretto di circolazione.

Esiste però anche un rapporto tra il motore, nello specifico la sua cilindrata, e il premio rc auto. Le compagnie assicurative a volte usano questo valore come uno dei parametri per calcolare il premio assicurativo secondo il principio che all’aumentare della cilindrata normalmente cresce non solo il valore dell’auto, ma anche la potenza del motore e, con essa, aumenta statisticamente il rischio di sinistri, che potrebbe appunto tradursi in un premio rc auto maggiore. Ecco perché, ad esempio, secondo l’analisi di Facile.it, a parità di valore d’acquisto (30mila euro nel caso dell’indagine) il premio medio della polizza tende a crescere all’aumentare della cilindrata, con una differenza che può arrivare fino al 57% se si confrontano vetture con cilindrata inferiore a 1.000 cc a quelle con cilindrata tra i 2.000 e i 3.000 cc.
 
Foto: Pixavril (da ufficio stampa Facile.it)

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