Barometro retail: seconda mano, riparazione e green segnano il primato italiano
Il nostro Paese è primo in Europa per la circolarità nel settore degli acquisti. Ma – avverte BearingPoint – solo il 68% crede alle eco-iniziative dei brand: “I consumatori chiedono prove, non promesse”.
L’Italia è leader della transizione
green nel retail. Nel 2025 quasi un italiano su quattro ha comprato meno prodotti nuovi e le pratiche circolari sono diventate abitudine quotidiana. È il dato che apre il “Barometro del retail sostenibile 2025” di BearingPoint (multinazionale di consulenza strategica, manageriale e tecnologica) basato su quattromila consumatori in cinque Paesi europei.
In generale, il prezzo torna centrale, mentre cala la fiducia nei brand. Nel non-food la circolarità è ormai mainstream, emerge dall’analisi. Il 69% degli italiani acquista di seconda mano, più della media europea (63%). La rivendita cresce, soprattutto verso i professionisti, con un balzo di circa 5 punti sul 2024. La riparazione coinvolge l’85% dei consumatori. L’affitto avanza, ma resta meno diffuso. Moda e tecnologia guidano il cambiamento, allungando il ciclo di vita dei prodotti.
“Non più comportamenti di nicchia”
“I dati mostrano come la circolarità sia ormai parte integrante delle scelte dei consumatori italiani. Seconda mano, riparazione e donazione non sono più comportamenti di nicchia, ma pratiche diffuse”, conferma Nicolò Masserano, sourcing & procurement & sustainability lead di BearingPoint Italia.
“La progressiva riduzione dell’acquisto di prodotti nuovi e la normalizzazione delle pratiche circolari delineano un nuovo equilibrio del retail”, aggiunge Gianluca Sacchi, consumer goods & retail lead di BearingPoint Italia. Che avverte: “Il consumatore italiano è esigente e chiede evidenze concrete, non solo narrazioni green. Integrare la sostenibilità in modo autentico e misurabile diventa così un fattore competitivo decisivo nel 2026”.
Prodotti sfusi per l’82% degli italiani
Nel cibo retail l’Italia è prima in Europa sulla filiera corta: 90% di adozione. Lo sfuso raggiunge l’82%, ma con un’inversione generazionale: crescono gli over 50 che l’acquistano, crollano gli under 35. Il biologico scende al 79%, con un calo più forte soprattutto tra gli under 50. I prodotti di allevamento restano prevalenti (74%), ma aumenta chi ne riduce il consumo.
Sul fronte fiducia, solo il 68% crede alle iniziative green dei brand. I consumatori chiedono prove, non promesse. Eppure l’80% è disposto a pagare di più per prodotti davvero sostenibili.
Qui il report completo: https://www.bearingpoint.com/it-it/insights-events/insights/barometro-retail-sostenibile-2025-edizione/

