Così si fa! Angri recupera un’area umida e pianta cento alberi a scuola
Il doppio progetto nel comune salernitano si inserisce nella campagna nazionale Mosaico Verde di AzzeroCO2 e Legambiente ed è sostenuto da La Doria. Il sindaco Ferraioli: “Capitale naturale che si moltiplicherà nel tempo”.
Concluso ad Angri (Salerno) un
doppio intervento di rigenerazione ambientale che ha portato al ripristino di un’area umida di ottomila metri quadrati a nord della città e alla creazione di una barriera verde antinquinamento al terzo circolo didattico di Taverna. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno di La Doria – fornitore di specialità italiane tra cui pomodoro, sughi pronti, legumi e pasta – e realtà di riferimento per il territorio, e si inserisce nell’ambito di Mosaico Verde, la campagna nazionale per il recupero degli ecosistemi terrestri e acquatici, la rigenerazione ambientale e la forestazione di aree verdi promossa da AzzeroCO2, società di consulenza per la sostenibilità, e l’associazione ambientalista Legambiente.
Mitigare l’inquinamento
Il progetto si è inizialmente concentrato sull’area umida, il cui potenziale ecologico era limitato dalla presenza di un fitto canneto. La prima fase dei lavori ha previsto la rimozione del canneto e il ripristino dell’invaso naturale, ponendo le basi per la rinascita di un ambiente più ricco e diversificato. Quindi sono state messe a dimora quattrocento piante autoctone, come il pioppo cipressino, per la rigenerazione dell’area. A questo intervento si aggiungerà un progetto che prevede l’installazione di elementi di arredo urbano per rendere lo spazio fruibile ai cittadini.
In parallelo sono state messe a dimora cento nuove piante nel giardino della scuola dell’infanzia e primaria di Taverna. Le nuove piante, crescendo, andranno a creare uno schermo naturale per mitigare l’impatto dell’inquinamento acustico e ambientale generato dalla strada adiacente alla scuola.
La Doria – informa un comunicato – ha già contribuito alla campagna nazionale Mosaico Verde nel 2023, con un’iniziativa che ha portato alla messa a dimora di mille piante nel territorio campano.
I benefici per il territorio
Il ripristino della zona umida genererà benefici per il territorio. Innanzitutto l’area potrà diventare, col tempo, un hotspot di biodiversità: le zone umide sono habitat che presentano una notevole ricchezza di specie vegetali e animali. In secondo luogo, contribuirà alla mitigazione del cambiamento climatico, grazie alla capacità di questi ecosistemi di immagazzinare carbonio. Infine, la vegetazione e il suolo funzioneranno come un filtro biologico, capace di trattenere sedimenti e inquinanti, migliorando così la qualità delle risorse idriche disponibili: un vero depuratore naturale.
I commenti
“Quello che era un fitto canneto si sta trasformando in un ecosistema articolato: parliamo di un’area che tornerà a svolgere funzioni ecologiche essenziali”, ha commentato Cosimo Ferraioli, sindaco di Angri, aggiungendo: “La barriera verde vicino alla scuola, inoltre, coniuga qualità ambientale ed educativa. I nostri bambini meritano di crescere e studiare in ambienti protetti dall’inquinamento acustico e atmosferico. Queste piante sono un patrimonio che lasceremo ai futuri concittadini angresi, un capitale naturale che si moltiplicherà nel tempo”.
“La Doria è legata in modo profondo ad Angri, dove ha le proprie radici e dove continua a investire per creare valore condiviso”, ha concluso Antonio Ferraioli, presidente e amministratore delegato del gruppo.
Foto: ufficio stampa La Doria

