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Dopo Ecomondo. Dall’economia verde 4 milioni di green job entro il 2029

where Rimini when Mer, 12/11/2025 who roberto

La sostenibilità diventa il motore del lavoro italiano, secondo i dati di Unioncamere sui green job presentati a Ecomondo. Ecco le professioni più richieste.

La sostenibilità non è più greenjobpexelsrid.jpgsolo un obiettivo ambientale, ma una leva per la crescita economica e occupazionale del Paese. È il messaggio emerso dal convegno “Green jobs, capitale del futuro”, organizzato alla fiera di Rimini dal progetto Green jobs & skills di Ecomondo – Italian exhibition group, in collaborazione con Unioncamere e Asvis. L’incontro si è tenuto proprio al recente Ecomondo (4-7 novembre 2025).
Secondo i dati del sistema informativo Unioncamere - Excelsior, contenuti nel report Unioncamere - Ministero del Lavoro 2025-2029, nei prossimi cinque anni l’Italia avrà bisogno di 4 milioni di lavoratori con competenze green, pari a due terzi del fabbisogno complessivo di personale. Il requisito più diffuso sarà una solida “attitudine verde”, ovvero la capacità di ridurre sprechi e migliorare l’efficienza energetica. Questa competenza trasversale servirà a 2,4 milioni di occupati, il 70% dei tecnici e il 64% degli operai e impiegati.
 
1,6 milioni esperti di efficienza energetica
“La sostenibilità è ormai parte integrante di ogni mestiere, non più un ambito per pochi specialisti”, ha ricordato Marco Gisotti, coordinatore di Green jobs & skills e direttore scientifico di Green Factor. Accanto alla sensibilità ambientale cresce infatti la domanda di competenze tecniche per la gestione di tecnologie e processi green: serviranno 1,6 milioni di lavoratori con conoscenze in efficienza energetica, economia circolare e fonti rinnovabili. In parallelo, la transizione digitale accelera: 2,2 milioni di addetti dovranno possedere competenze digitali di base, e oltre 900mila figure dovranno integrare strumenti avanzati come big data e intelligenza artificiale. Le figure più richieste riguardano edilizia sostenibile, finanza verde, progettazione ingegneristica e chimica ambientale, spesso collegate ai programmi del Pnrr.
 
“Serve una formazione rapida e flessibile”
La sfida principale, avvertono gli esperti, non sarà creare nuovi posti di lavoro ma colmare il divario tra formazione e domanda delle imprese. “Servono percorsi formativi più rapidi e flessibili per formare professionisti ibridi, competenti sia nel digitale che nella sostenibilità”, ha spiegato Unioncamere.
Il progetto Green jobs & skills punta proprio a questo: unire giovani, imprese e istituzioni in un laboratorio permanente di orientamento e innovazione per la nuova economia verde italiana.
 
Foto: ufficio stampa Green Factor (Pexels)
 

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