Giorni di festa. Un miliardo di tonnellate di cibo invenduto. Ecco come fare
Dagli scaffali alla filiera costi superiori a 90 miliardi di euro. Logistica, stoccaggio, smaltimento e sconti forzati incidono soprattutto sul comparto dolciario, dove la produzione si concentra in poche settimane. Ecco i cinque trend per valorizzare le eccedenze.
Il Natale spinge i consumi, ma lascia
dietro di sé una scia di sprechi. Ogni anno più di un miliardo di tonnellate di prodotti alimentari restano invendute, con costi superiori a 90 miliardi di euro lungo la filiera. Logistica, stoccaggio, smaltimento e sconti forzati incidono soprattutto sul comparto dolciario, dove la produzione si concentra in poche settimane.
Il paradosso è noto: scaffali pieni e magazzini bloccati, mentre prodotti ancora idonei al consumo diventano un costo. Secondo Ecr Retail Loss, ridurre anche solo della metà questi “costi nascosti” potrebbe aumentare i profitti dei venditori al dettaglio di oltre il 20%. Nel dolciario, l’impatto dell’invenduto può arrivare fino all’1,8% del fatturato.
La novità è che lo spreco non è più solo un problema da contenere, ma una leva strategica. Modelli industriali strutturati stanno trasformando le eccedenze in risorse. È il caso dell’economia circolare applicata al cibo: recupero, selezione e reimpiego degli ex prodotti alimentari evitano lo smaltimento e generano nuovo valore.
“Ridurre gli sprechi significa intervenire direttamente su margini ed efficienza”, spiega Paolo Fabbricatore, ceo del gruppo Regardia, azienda italiana che produce ingredienti alimentari per l’alimentazione animale a partire da prodotti alimentari non più destinati al consumo umano. “Ogni prodotto fermo in magazzino è una perdita economica e operativa”. Regardia recupera ogni anno oltre 165mila tonnellate di surplus, reinserendole nella filiera dei mangimi o nelle bioenergie.
In un mercato dolciario globale da 531 miliardi di euro (fonte Statista), anche piccole percentuali di eccedenze hanno effetti enormi. Per questo la gestione dell’invenduto sta diventando una competenza chiave per la competitività.
I cinque trend
Secondo Regardia, sono cinque i trend che possono davvero valorizzare le eccedenze (natalizie ma non solo).
Nuovi ingredienti: reimpiego dell’invenduto in altre produzioni.
Bioenergie e compost: recupero energetico e circolarità completa.
Donazioni: redistribuzione a enti benefici.
Canali alternativi: outlet e vendite dedicate.
Mangimi sostenibili: trasformazione dell’invenduto in ingredienti per mangimi animali.

