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Giovani, donne, di provincia: ecco gli innovatori sociali che cambiano l’Italia

where Milano when Gio, 30/10/2025 who roberto

Il profilo presentato ai Changemaker Days di Ashoka. Dai “no pizzo” agli stage di qualità, in dieci anni il network ha finanziato innovazione sociale per oltre due milioni di euro.

Hanno un’età media di 37 annichangemakerdays2025.jpg, per il 64% sono donne e per il 78% vivono nei piccoli comuni o in provincia. È questo l’identikit degli innovatori sociali nel nostro Paese, quelli che si impegnano a costruire un futuro più equo e più prospero attraverso un cambiamento che parte dal basso, dai bisogni reali della popolazione, e che offre soluzioni efficienti, replicabili e capaci di generale valore. La mappatura è fornita da Ashoka, network globale che seleziona e sostiene gli innovatori sociali più determinati e visionari, in occasione dei Changemaker Days 2025, celebrati a Milano il 22 e 23 ottobre in occasione del decennale del network. In totale, sono oltre due i milioni di euro finanziati da Ashoka per l’innovazione sociale in dieci anni.

 
I progetti
Fra gli esempi di innovazione sociale sostenuti da Ashoka in Italia c’è AddioPizzo, fondato da Dario Riccobono con altri giovani siciliani: una rete di oltre 270 imprese che rifiutano il pizzo, sostenute da una comunità di consumatori consapevoli, da cui è nato anche AddioPizzo Travel, tour operator di itinerari “pizzo free” che ha coinvolto 48mila viaggiatori e 35mila studenti in viaggio di istruzione, generando un indotto di 6,4 milioni di euro a favore di imprese etiche.
Un altro progetto sostenuto da Ashoka è quello di Eleonora Voltolina, che ha scelto di dedicarsi alla disoccupazione giovanile e al precariato under 35, tra i più alti d’Europa. Ha creato la piattaforma di networking La Repubblica degli stagisti e ha costruito un’alleanza con imprese che si impegnano a offrire tirocini di qualità, con indennità e prospettive di assunzione: oltre il 30% degli stagisti in queste aziende viene assunto, contro una media nazionale ferma al 9%. 
Il network supporta anche CiaoLapo, organizzazione fondata dalla psichiatra Claudia Ravaldi che ha introdotto in Italia le Linee guida internazionali per l’assistenza alla morte in utero e ha diffuso strumenti come la MemoryBox, oggi presente in circa il 25% degli ospedali italiani, offrendo sostegno a oltre ventimila famiglie.
 
“Creano posti di lavoro”
“Negli ultimi dieci anni, grazie al supporto dei nostri partner, abbiamo raccolto e investito nel mondo 425 milioni di dollari per lo sviluppo del settore dell'imprenditoria sociale”, ha spiegato Federico Mento, co-direttore di Ashoka Italia, in occasione dei Changemaker Days. A livello globale, ha aggiunto, “il 95% degli innovatori sociali sostenuti da Ashoka ha creato posti di lavoro nelle proprie comunità, il 64% di essi ha influito sulle scelte dei governi per l’allocazione di risorse in progetti di innovazione sociale, il 60% ha creato nuovi mercati”.
 
Tre nuovi Ashoka Fellows
Il lavoro del network va in profondità affinché i progetti degli innovatori sociali siano replicabili e, quindi, che il cambiamento prodotto diventi sistemico, cioè capace di intervenire sulle cause profonde dei problemi sociali, andando oltre la risposta ai sintomi visibili.
Gli innovatori sociali che Ashoka supporta, gli Ashoka Fellows, vengono selezionati ogni anno in tutto il mondo. Oggi sono oltre quattromila a livello globale, 32 in Italia, dei quali tre nominati nel 2025. I nuovi Ashoka Fellows italiani, che sono stati presentati a Milano, sono Martino Corazza, fondatore di Mixed Ability Sport finalizzata all’inclusione delle persone con abilità differenti attraverso lo sport; Aurora Caporossi, presidente e fondatrice di Animenta, che si occupa di lotta contro i disturbi alimentari; e Hannes Goetsch, fondatore di Basis Vinschgau Venosta, social activation hub per lo sviluppo di progetti di innovazione sociale in Val Venosta e non solo.

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