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Indice di mobilità sostenibile a 66: italiani consapevoli ma poco green

where Roma when Gio, 25/09/2025 who roberto

L’auto è ancora regina (il 92% la usa almeno una volta a settimana). Barriere di prezzo e “mobility poverty” frenano veicoli elettrici e trasporto pubblico. All’Eco Festival di Roma l’indagine sugli spostamenti verdi in Italia presentata dall’Istituto Piepoli.

L’automobile resta il mezzo piepoliecofestival.jpgpiù utilizzato dagli italiani per gli spostamenti, ma sei cittadini su dieci pensano che esistano valide alternative, pur con differenze territoriali rilevanti. Barriere di prezzo, criticità delle tecnologie e delle infrastrutture frenano invece la diffusione dei veicoli elettrici. Gli italiani, in genere, sono coscienti dell’impatto dei trasporti sui prezzi delle merci e vogliono l’intermodalità con il treno, a livello regionale scelto dal 57% della popolazione. Economia circolare, riciclo e riforestazione urbana sono opportunità da cogliere a tutti i livelli. C’è poi diffidenza ma anche curiosità per le tecnologie emergenti e l’intelligenza artificiale nel futuro della mobilità. Infine, è pari a 66 (buono, ma non buonissimo) il nostro indice di mobilità sostenibile.
Tutti questi dati emergono dall’indagine presentata dall’Istituto Piepoli all’“Eco festival della mobilità sostenibile e delle città intelligenti”, che si è tenuto a Roma il 16 e 17 settembre scorsi, in coincidenza con l’inizio della Settimana europea della mobilità 2025. 
 
Protagonista è sempre l’auto
Per la prima volta, “L’indagine sulla mobilità sostenibile in Italia” ha definito l’indice di mobilità sostenibile degli italiani, che consente di monitorare, grazie a un indicatore sintetico, l’evoluzione dei comportamenti e delle abitudini di mobilità dei cittadini. L’indicatore, quest’anno, si è assestato su un valore pari a 66 (su una scala da 0 a 100) ed è stato calcolato mappando le risposte del campione in merito ai comportamenti effettivi e alle abitudini in tema di mobilità. La survey ha registrato anche le opinioni su argomenti cruciali per la vita di tutti i giorni e per il futuro della mobilità, nella sua accezione più ampia.
Quando si parla di mobilità in Italia, è ovviamente ancora l’auto la protagonista: resta il mezzo più utilizzato per gli spostamenti frequenti (77%), il 92% degli italiani la utilizza almeno una volta alla settimana e il 65% ritiene che la mobilità sia dipendente da questo mezzo di trasporto.
 
Tpl e veicoli elettrici
Solo il 19% degli italiani usa di frequente il trasporto pubblico (ogni giorno e da tre a cinque volte a settimana). E solo il 13% della popolazione italiana conosce il concetto di “mobility poverty”, ovvero la limitata disponibilità di trasporto pubblico e la scarsa accessibilità ai servizi di prossimità, che costringono le persone a rinunciare a opportunità di lavoro, studio, visite mediche e spostamenti per piacere e relazioni.
Per quanto riguarda invece i veicoli elettrici, se da un lato la crescita di immatricolazioni di auto con la spina non decolla, il 10% degli intervistati si dice propenso a valutarne l’acquisto nei prossimi 12 mesi. È il 59% a dirsi “non interessato” a questo genere di prodotto. Le principali barriere all’acquisto restano il prezzo (indicato dal 55% del campione), la scarsa autonomia (43%), la richiesta di troppa energia (19%) e il pericolo di incidente a causa delle batterie (17%). Persiste nella percezione degli italiani anche la criticità relativa alle infrastrutture: solo il 21% pensa che le colonnine di ricarica siano sufficienti e facilmente accessibili. La scarsità dell’infrastruttura è più sentita al centrosud e nei piccoli comuni.
 
Trasporto merci e impatto ambientale

La ricerca registra che l’85% degli italiani pensa che il trasporto merci impatti sull’ambiente e l’80% ritiene che incida sul costo finale dei prodotti. Alla domanda su quale sia la modalità di trasporto più sostenibile, sette su dieci rispondono: il trasporto intermodale ferroviario (trasporto stradale più ferroviario). La transizione verso un trasporto merci più sostenibile (elettrico, intermodale, e così via) è ritenuta importante dall’84% dei cittadini.
Ma le autostrade del Paese, intanto, restano ingombre di camion.
 
La parola al ministro
“Una delle sfide della nostra rete elettrica è riuscire a crescere per affiancare la transizione ecologica e la crescita della mobilità verde”, ha commentato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, presente all’Eco Festival. “Prevediamo”, ha approfondito il ministro, “che i consumi elettrici nei prossimi 15 anni saranno più che raddoppiati, con una crescita esponenziale. La generazione di energia elettrica è strategica per il nostro Paese. Sono convinto che l’Ue ci ripenserà sul tutto elettrico al 2035 per le auto, aprendo anche ad altre tecnologie, tra cui idrogeno e biometano: la ricerca in questi campi sta facendo passi da gigante. Il problema dell’intermittenza delle energie rinnovabili è superabile, ma attraverso le batterie. Peccato non vengano prodotte da noi. Va superato il no ideologico a livello europeo ai biocarburanti”, ha concluso Pichetto, “un diktat che deve cadere”.
Infine, in collegamento da Bruxelles, il presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo, Antonio Decaro, ha ricordato che le nostre città “sono state progettate nei decenni attorno alle automobili, ma dal covid in poi qualcosa è cambiato. La pianificazione urbana del prossimo futuro deve essere inclusiva, salutare e vicino alle esigenze della cittadinanza, puntando sulla mobilità integrata con trasporto pubblico e micromobilità in primo piano”.
 
Nella foto, la presentazione del rapporto (ufficio stampa Eco festival).
 

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