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A sette anni da Vaia pronta una nuova tranche di riforestazione

where Enego (Vi) when Gio, 30/10/2025 who roberto

Nell’ottobre 2018 la tempesta si è lasciata alle spalle 16 milioni di metri cubi di alberi abbattuti. A Enego, uno degli epicentri, altri trenta ettari saranno rimboschiti grazie a Etifor (UniPadova) e Wownature. Ecco come.

A sette anni dal passaggio dellaimg20250711110105.jpg tempesta Vaia proseguono i lavori di rigenerazione forestale nei territori colpiti. Nell’ottobre 2018, con venti fino a 200 km/h su 42mila ettari dislocati in 494 comuni tra Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli, Vaia si è lasciata alle spalle 16 milioni di metri cubi di alberi abbattuti. Nel comune con la più ampia superficie colpita, Enego (nella foto), località ai limiti dell’altopiano di Asiago in Veneto, sono stati ripristinati 31 dei quasi mille ettari schiantati attraverso interventi che coinvolgono cittadini, comunità locali, istituzioni e aziende.
In occasione dell’anniversario, lo spin off dell’Università di Padova Etifor, in collaborazione con Wownature, lancia un progetto di riforestazione che ambisce a interessare ulteriori trenta ettari nella Piana di Marcesina per i prossimi cinque anni, costruendo boschi più resilienti e diversificati nella composizione di specie, resistenti agli eventi climatici e all’epidemia del bostrico. Il progetto di rimboschimento, già supportato da Alì Supermercati con una prima adozione di tremila alberi che verranno messi a dimora in primavera, prevede la piantumazione di faggi, larici e abeti bianchi, integrati in misura minore da sorbi montani, sorbi degli uccellatori, saliconi e betulle, specie autoctone adatte al contesto climatico e altitudinale di Marcesina. La disposizione segue uno schema irregolare, con piante disposte a piccoli nuclei per ettaro, per riprodurre la struttura naturale del bosco e aumentare la stabilità complessiva dell’ecosistema. Il tema della diversificazione delle specie vegetali, già auspicato nel secolo scorso dallo scrittore asiaghese Mario Rigoni Stern, è infatti di cruciale importanza per la sopravvivenza e la resilienza delle nuove foreste, prima composte quasi esclusivamente da abeti rossi, vulnerabili di fronte a forti venti e soggetti agli attacchi del bostrico.
 
“Unire le forze”
“La tragedia della tempesta Vaia ci ha insegnato a stringerci - cittadini, istituzioni e aziende - intorno ai territori colpiti, unendo le forze con l’obiettivo di ripristinare i boschi dell’Altopiano, rendendo gli ecosistemi più resilienti. Interventi, questi, che inevitabilmente modificheranno anche l’aspetto del paesaggio, ma a differenza di quell’ottobre del 2018, in cui l’uomo ha subìto la modificazione del paesaggio in modo passivo, oggi il cambiamento passa da un’azione collettiva e consapevole”, spiega Alex Pra, coordinatore del programma Foreste di Etifor. “Il lavoro da fare a Enego, come negli altri territori colpiti, è evidentemente ancora tanto, ma occorre ricordare che gli interventi di impianto efficaci richiedono tempo, cura e risorse”.
 
Il caso di Enego
Una delle zone più colpite dalla tempesta Vaia è stata la Piana di Marcesina, un vasto pianoro situato nella zona nordorientale dell’Altopiano dei Sette Comuni, tra la provincia di Vicenza e quella di Trento. Gran parte della piana, nota come la “Finlandia d’Italia” per via della conformazione e del clima estremamente rigido, si trova in Veneto, nel territorio del comune di Enego, ma interessa anche i centri veneti di Foza, Gallio e Asiago e il comune trentino di Grigno. Proprio Enego ha riscontrato la maggior superficie danneggiata dalla tempesta.
Nell’immediato post Vaia, nella Piana di Marcesina, completati i lavori di esbosco e pulizia per ristabilire la viabilità forestale e per permettere la rinnovazione naturale, il territorio si è trovato a dover affrontare la nuova emergenza fitosanitaria causata dal bostrico, insetto dalla presenza endemica che però ha aumentato talmente tanto la sua popolazione da cominciare a scavare sotto la corteccia di piante vive, uccidendole, passando così a una presenza epidemica. Per contenerne la diffusione e salvaguardare le piante sane sono stati avviati interventi di taglio straordinario delle piante compromesse e attività di monitoraggio. Contestualmente, è partita l’attività di rigenerazione forestale attraverso diversi progetti su un totale di 22,5 ettari, ai quali si sono aggiunti altri 8,5 nei pressi di baita Lisser dove il team di Wownature ha messo a dimora 12mila alberi.
“Oggi, grazie ai contributi pubblici e all’impegno congiunto di privati e Comune, stiamo portando avanti progetti di reimpianto che non mirano solo a ricreare il paesaggio perduto, ma a ricostruire un ecosistema più forte e più diversificato, pronto alle sfide del futuro”, ha concluso Marco Frison, sindaco di Enego.
 
Foto: ufficio stampa Etifor/Wownature
 
 

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