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Toscana, salgono a dodici i distretti biologici: nasce l’Aldobrandesco

where Firenze when Gio, 22/01/2026 who roberto

L’area, che comprende un gruppo di comuni del Grossetano, promuove un modello di sviluppo basato sulla coltivazione sostenibile. Sono circa quattrocento le aziende del comparto agricolo già certificate bio.

Il patrimonio toscano dei distrettidistretto-aldobrandesco.jpg biologici tocca quota dodici, con il riconoscimento avvenuto nei giorni scorsi di quello Aldobrandesco che riunisce i comuni grossetani di Pitigliano, Sorano, Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna, le aziende agricole del territorio e le comunità locali. Lo comunica la Regione in una nota.
 
I commenti
“Una nuova realtà che va ad aggiungersi a quelle già esistenti”, ha commentato il presidente Eugenio Giani, “e che rafforza il ruolo della Toscana come regione pioniera nella promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Un percorso che abbiamo avviato ormai da anni grazie alla legge del 2019 e che dimostra la grande attenzione dedicata, in termini di sostegno e investimenti, a questo modello di agricoltura”.
Soddisfatto anche l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras: “Il distretto biologico Aldobrandesco nasce dalla consapevolezza degli attori locali, pubblici e privati, rispetto alla ricchezza storica, culturale, paesaggistica e naturale di questi territori”. Territori che necessitano di “promuovere un modello di sviluppo basato sui valori dell’agricoltura biologica. Nel distretto convivono aree agricole montane fragili ma ricche di biodiversità, e una presenza capillare di imprese attive soprattutto nella coltivazione di vite e olivo e nell’allevamento e pesca nelle acque interne”.
 
Dai vini Doc al pecorino Pat
A fronte di una superficie totale dell’area di circa 55mila ettari, l’agricoltura occupa un posto importante in quest’area del Grossetano: la Sau (Superficie agricola utilizzata) supera i 21mila ettari e rappresenta l’attività principale. Si contano 909 aziende del comparto agricolo forestale e della piscicoltura, sulle 1.611 totali attive sul territorio.
Prevalgono le coltivazioni di olivo e vite, presenti fin dall’antichità. Si producono sia olio toscano a marchio Igp e vini: la Docg Montecucco (Roccalbegna), la Doc bianco di Pitigliano a Pitigliano e Sorano e la Doc Sovana. Tutto il territorio è compreso nella Doc Maremma. Semproniano, Roccalbegna e Castell’Azzara fanno parte anche delle “Strade del vino Montecucco e dei sapori d’Amiata”; Pitigliano, Roccalbegna, Semproniano e Sorano della “Strada del vino e dei sapori Colli di Maremma”, una delle più importanti d’Italia che attraversa i territori di 13 comuni.
L’attenzione all’agricoltura e all’agroalimentare di qualità emerge anche dall’elenco dei Pat (Prodotti agroalimentari tradizionali toscani): il pecorino delle cantine di Roccalbegna, il fagiolo borlotto nano di Sorano, lo sfratto di Pitigliano. Da sottolineare che circa quattrocento aziende del comparto agricolo sono biologiche (il 48% di Sau è coltivata con metodo bio).

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