Trump “spegne” il sistema start-stop nelle auto di nuova generazione
Per l’americana Epa la funzione, finanziata per ridurre le emissioni, “è universalmente odiata”. E annuncia lo stop ai crediti. Cosa cambia per le case automobilistiche.
L’Environmental Protection Agency
(Epa) americana accelera sulla deregulation. Nel piano varato con l’amministrazione di Donald Trump compare una frase destinata a far discutere: “The action also eliminates all off-cycle credits, including for the almost universally hated start-stop feature”. Tradotto: via anche i crediti “fuori ciclo”, compresi quelli per la funzione start-stop, definita “quasi universalmente odiata”. I crediti “off-cycle” sono bonus concessi ai costruttori di auto negli Stati Uniti per tecnologie che riducono consumi ed emissioni nella guida reale, ma che non emergono pienamente nei test standard di laboratorio.
L’ipotetico stop agli incentivi regolatori che premiavano alcune tecnologie green, secondo il direttore dell’Epa, Lee Zeldin, porterà “oltre 1,3 miliardi di dollari” di risparmi ai contribuenti. Su quali basi? Lo start-stop (più correttamente stop-start) spegne il motore quando l’auto è ferma e lo riavvia alla ripartenza. Tutto in automatico. Centralina, sensori, batterie rinforzate e motorino d’avviamento potenziato lavorano per reggere centinaia di migliaia di cicli. In città la funzione può attivarsi fino a 4,3 volte per chilometro. Il beneficio? Tagli ai consumi tra il 5 e il 15% a seconda del traffico, come indicano studi citati anche dal dipartimento dell’Energia Usa e dall’Agenzia europea dell’ambiente.
I problemi segnalati dalle officine
Non tutti però applaudono. Le officine segnalano costi più alti per batterie e componenti e problemi più frequenti ai motorini di avviamento. In Europa una batteria per auto con start-stop costa mediamente tra 120 e 210 euro, contro i 60-100 di una tradizionale. Il risparmio annuo di carburante può aggirarsi sui 60-80 euro, ma con sostituzioni più frequenti.
C’è poi un dettaglio storico. Il primo sistema di serie debuttò nel 1983 sulla Fiat Regata ES (sigla che stava per Energy Saving, come ricorda l’agenzia Ansa) sviluppato dal centro ricerche Fiat di Orbassano (Torino). Oggi è diffuso a livello globale, Stati Uniti compresi, anche grazie ai “green credits” dell’Epa. Resta il nodo politico e industriale. Eliminare i crediti ridurrà davvero i costi senza aumentare consumi ed emissioni? La partita è aperta.
Qui l’analisi dell’Epa sulla revisione dei crediti off-cycle: https://www.epa.gov

