Dal 2030 spariranno bustine di ketchup e maionese e la frutta già porzionata
L’articolo 22 del Ppwr spiega che dal primo gennaio 2030 spariranno le bustine monouso dai tavoli di ristoranti e bar, ma anche dagli alberghi i flaconcini di plastica con il bagnoschiuma. Rimarranno utilizzabili per l’asporto e per le consegne di cibo a casa, ma anche negli ospedali per motivi di sicurezza sanitaria. Saranno vietate le confezioni di frutta di piccole dimensioni.
Spariranno dalle tavole le
classiche bustine monouso di ketchup e maionese dalle tavole di ristoranti e bar italiani? Sì, ma non subito. L'Unione Europea ha deciso di vietare l'utilizzo di bustine monouso, usate per salse, olio e aceto nei ristoranti, a partire dal 2030 come affermato nel Ppwr (Packaging and packaging waste regulation), entrato in vigore nel gennaio dello scorso anno. E spariranno dagli alberghi i flaconcini di plastica per shampoo o bagnoschiuma.
Che cosa dice il regolamento
L’articolo 22 del regolamento, combinato con l’allegato V, stabilisce che le restrizioni per determinati formati di imballaggio entreranno in vigore il 1° gennaio 2030. Tuttavia, il legislatore europeo ha previsto scadenze specifiche e più lunghe per i divieti più impattanti, come quelli che riguardano i piccoli imballaggi nel settore alberghiero e della ristorazione (horeca, acronimo di hotellerie-restaurant-café, ossia alberghi-ristoranti-bar). L’obiettivo è spingere i ristoratori ad adottare dispenser ricaricabili o contenitori comuni, riducendo drasticamente la produzione di micro-rifiuti plastici difficili da riciclare. Ridurre i rifiuti di imballaggio pro capite del 15% entro il 2040.
Le eccezioni
Il testo specifica che queste restrizioni non si applicano in due casi fondamentali: asporto e delivery. Se ordiniamo cibo da portar via o tramite una piattaforma di consegna a domicilio, le bustine monodose potranno ancora essere fornite. Ma anche ospedali e case di cura: negli ambienti sanitari, dove l’igiene e il dosaggio individuale sono requisiti medici, le monoporzioni rimarranno consentite.
Il bando dei Pfas
Il 12 agosto di quest’anno è previsto un altro cambiamento meno evidente ma molto impattante per l’industria. Il regolamento stabilisce che, a partire da 18 mesi dall’entrata in vigore, non potranno più essere immessi sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengano Pfas oltre determinate soglie. Gli Pfas sono sostanze perfluoroalchiliche, ossia composti chimici sintetici che persistono non solo nell’ambiente, ma anche negli organismi (compreso quello dell’uomo). Quindi, le bustine che useremo tra il 2026 e il 2030 dovranno essere tecnicamente diverse da quelle attuali, essendo obbligatoriamente prive di queste sostanze chimiche.
Non solo salse: gli altri divieti dal 2030
Il 1° gennaio 2030 segnerà anche la fine di altri oggetti quotidiani: spariranno le confezioni monouso in plastica per shampoo, bagnoschiuma e i classici flaconcini da albergo; sarà vietato l’uso di plastica per confezionare porzioni inferiori a 1,5 chili di frutta e verdura fresca, a meno che non ci sia un rischio documentato di deterioramento o perdita d’acqua. In bar e ristoranti non si potranno più usare piatti, tazze o bicchieri monouso di plastica per servire cibi e bevande.





