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A2A sperimenta l’illuminazione pubblica con la plastica riciclata

where Pavia when Mar, 10/02/2026 who roberto

Il progetto pilota con le nuove lanterne ecosostenibili avviato a Stradella (Pavia). Cuore della sperimentazione è l’installazione di 21 lanterne urbane, realizzate con polietilene post-consumo proveniente dalla raccolta differenziata locale.

Trasformare la raccolta differenziataa2ailluminazionepubblicastradella2.jpeg in valore concreto, usare l’economia circolare per un servizio urbano misurabile. È in sintesi l’obiettivo del progetto pilota avviato da A2A a Stradella, in provincia di Pavia, dove prende forma una sperimentazione innovativa di illuminazione pubblica realizzata con plastica riciclata post-consumo.
 
Il progetto
Il progetto, promosso da A2A Illuminazione Pubblica con il supporto di A2A Ambiente in collaborazione con il Comune di Stradella e con i partner industriali Niteko Illuminazione, Corepla (il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), e Breplast (gruppo Montello), rappresenta un esempio avanzato di integrazione tra filiera ambientale, innovazione tecnologica e servizi per le città.
Cuore della sperimentazione è l’installazione di 21 lanterne urbane Olimpia, della linea Lorelux di Niteko, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di apparecchi illuminanti sostenibili, realizzate con polietilene post-consumo proveniente dalla raccolta differenziata locale. Il materiale, dopo essere stato selezionato e certificato, torna nel territorio sotto forma di nuova illuminazione pubblica.
 
La sperimentazione
Dalla selezione e certificazione dei rifiuti plastici garantite da A2A Ambiente e Corepla, passando per la trasformazione industriale del rifiuto selezionato in materia prima riciclata certificata operata da Breplast e poi alla progettazione e produzione delle lanterne da parte di Niteko, l’intero processo è stato reso trasparente, e dimostra che un rifiuto può diventare risorsa industriale e infrastrutturale.
La sperimentazione, autorizzata dal Comune di Stradella, consentirà di monitorare per 12 mesi le prestazioni dell’impianto in termini di consumi energetici, durabilità dei materiali, qualità della luce, sostenibilità ambientale e riciclabilità, con l’obiettivo di valutare l’applicabilità del modello su scala più ampia.
Le lanterne Olimpia installate a Stradella sono realizzate con una percentuale di plastica riciclata superiore al 50%, certificata Psv, e integrano tecnologia led ad alta efficienza e il sistema autopulente brevettato Rotoskin, che contribuisce a ridurre la manutenzione e a mantenere elevate prestazioni nel tempo.
 
Mauri, Cassuti e Sancinelli
“A2A sperimenta modelli di business innovativi e sostenibili – afferma Federico Mauri, direttore generale di A2A Illuminazione Pubblica – in grado di coniugare efficienza energetica, sostenibilità ambientale e solidità economica, con l’obiettivo di definire benchmark replicabili a livello nazionale. Il progetto di Stradella si inserisce pienamente in questo percorso, rappresentando una sperimentazione avanzata di illuminazione pubblica realizzata con plastica riciclata post-consumo”.
“L’integrazione delle diverse competenze ha infatti consentito la trasformazione di un rifiuto in una soluzione concreta di economia circolare, capace di generare valore ambientale, sociale e industriale. concreto – afferma il presidente di Corepla, Giovanni Cassuti. – La prova che solo attraverso una visione comune è possibile costruire modelli sostenibili che vadano oltre il singolo intervento e diventino esempi replicabili per il futuro, in cui l’innovazione nasce dalla responsabilità condivisa e dalla capacità di fare sistema".
Rrimarca Francesca Sancinelli, presidente della Breplast e vicepresidente del gruppo Montello: “Le lanterne installate a Stradella non rappresentano solo un intervento di illuminazione pubblica, ma raccontano un nuovo modo di concepire i servizi urbani: infrastrutture che nascono dai rifiuti, coinvolgono i cittadini e restituiscono valore al territorio. I dati raccolti nei prossimi mesi costituiranno la base per valutare l’estensione del modello ad altri contesti urbani”.

immagini
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