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Bottiglie di vetro, l’Antitrust archivia l’indagine sul presunto “cartello”

where Roma when Mar, 13/01/2026 who roberto

Nel provvedimento l’authority garante del mercato scrive che non sono emersi elementi idonei a confermare la sussistenza di un’intesa in grado di falsare la concorrenza nel mercato. La soddisfazione di Assovetro.

L’Autorità garante della concorrenzaassovetro.jpg e del mercato (Agcm), meglio nota come Antitrust, ha archiviato l’istruttoria sul cosiddetto cartello del vetro, il presunto accordo tra i produttori di bottiglie di vetro per il vino in relazione agli aumenti applicati ai clienti nel 2022. Ne dà notizia Assovetro, l’associazione degli industriali del vetro, che tra le nove aziende indagate conta otto associate.
L’istruttoria dell’Antitrust ha avuto inizio nel novembre 2023 ed è stata avviata da segnalazioni, tra cui una proveniente dalla piattaforma di whistleblowing dell’authority e ha coinvolto Berlin Packaging Italy, Bormioli Luigi, O-I Italy, Verallia Italia, Vetreria Cooperativa Piegarese, Vetreria Etrusca, Vetri Speciali, Vetropack Italia e Zignago Vetro.
 
Le motivazioni
Scrive l’Autorità “Nel procedimento istruttorio non sono emersi elementi idonei a confermare la sussistenza di un’intesa fra le Parti, nella forma di accordo o pratica concordata, avente per oggetto e/o per effetto di falsare la concorrenza nel mercato delle bottiglie di vetro per il vino”. Quindi, prosegue l’Antitrust, “non si ritiene di proseguire la presente istruttoria formulando addebiti alle Parti in merito alla violazione dell’art. 101 Tfue ipotizzata nella delibera di avvio istruttoria”.
Come emerge dal provvedimento di comunicazione delle risultanze istruttorie, nel corso delle indagini l’autorità ha avuto modo di verificare che “le parti hanno effettuato le comunicazioni di aumento in periodi non sempre sovrapponibili e applicando modalità diverse per incrementare i prezzi (percentuale di aumento su tutti i prodotti o surcharge). Talune hanno, inoltre, inviato comunicazioni massive a tutti i clienti, altre hanno adottato delle contrattazioni ad hoc. Parimenti l’entità degli aumenti ha mostrato una certa variabilità tra le Parti.”
Quindi, prosegue l’Agcm,“non sono emersi significativi elementi che inducano a ritenere che le parti abbiano reagito agli aumenti delle materie prime in modo coordinato, sostituendo alla naturale concorrenza nel mercato una concertazione sui livelli e/o sulle modalità degli aumenti”.
 
Il commento di Assovetro
“Si mette così finalmente fine - ha detto Marco Ravasi presidente di Assovetro - a una vicenda che aveva messo in discussione la lealtà della concorrenza e la reputazione del settore. In un periodo estremamente complesso e difficile, le vetrerie si sono trovate costrette a reagire tempestivamente e gli aumenti del costo delle bottiglie sono dipesi da fattori esogeni, quali l’impennata dei costi dell’energia e delle materie prime. Importante è aver visto riconosciuta l’assoluta liceità della condotta delle vetrerie e aver stabilito la correttezza di un comparto che ha sempre servito al meglio i clienti”.

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