Comuni Ricicloni. Nel 2025 calano quelli rifiuti free: 5% in meno di un anno fa
Rappresentano ancora solo l’8,4% dei 7896 comuni italiani. Nonostante i dati in flessione, il Nord mantiene il primato con 424 comuni rifiuti free, il Sud (209) si adagia sui risultati di alcune regioni, mentre il Centro (30) conferma un pesante immobilismo. Il Veneto si conferma regione leader per numero di comuni rifiuti free. La Campania prima del Sud
In Italia il 2025 è stato un anno
di sali e scendi per la raccolta differenziata. A scattare questa fotografia è la XXXII edizione di “Comuni Ricicloni” di Legambiente presentato a Roma all’Ecoforum nazionale dell’economia circolare organizzato dall’associazione ambientalista, Kyoto Club e La Nuova Ecologia in collaborazione con Conai e Conou e con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Regione Lazio.
I dati
Su 7896 comuni italiani, scendono a 663 quelli “rifiuti free” che mantengono la produzione pro capite di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 kg/ab/anno. Un dato per la prima volta in lieve calo, con un -5% rispetto allo scorso anno, quando i comuni rifiuti free erano ben 698. Un segnale da non sottovalutare se si pensa che questi comuni rappresentano ancora solo l’8,4% dei 7896 comuni italiani. Restano, inoltre, ancora marcate le differenze tra nord, sud e centro. Il Nord mantiene il primato con 424 comuni rifiuti free nonostante il lieve calo registrato (erano 434 nel 2024), seguito dal Sud con 209 comuni rifiuti free (erano 231 nel 2024) che sembra essersi adagiato sui buoni risultati raggiunti da alcune regioni. Il Centro Italia conferma, invece, il suo immobilismo e conta appena 30 comuni rifiuti free (33 quelli nel 2024). A livello regionale il Veneto, pur contando 12 comuni rifiuti free in meno rispetto alla passata edizione, si conferma anche quest’anno regione leader con più comuni rifiuti free (161, il 28,8% sul totale dei comuni veneti), seguita sempre da Lombardia (107, il 7,1% sul totale dei comuni lombardi) e dalla Campania (84, ossia il 15,3% sul totale dei comuni campani). Quest’ultima risulta essere la prima regione del sud per comuni rifiuti free.
Non mancano, però, le buone notizie e le novità: tra i capoluoghi comuni rifiuti free 2025 vincitori assoluti, si segnala la new entry Nuoro insieme agli “storici” Treviso, Pordenone e Trento.
Per la categoria “comuni rifiuti free sotto i 5mila abitanti, si distinguono come vincitori assoluti: Liscia (Chieti), Ripacandida (Potenza), Lattarico (Cosenza), Felitto (Salerno), Mordano (Bologna), Moimacco (Udine), Sant’Ambrogio sul Garigliano (Frosinone), Riccò del Golfo di Spezia (La Spezia), Foresto Sparso (Bergamo), Monteleone di Fermo (Fermo), Montefalcone nel Sannio (Campobasso), Pietra Marazzi (Alessandria), Leporano (Taranto), Tonara (Nuoro), Castel di Lucio (Messina), Terre d’Adige (Trento), Calvi dell’Umbria (Terni), Chambave (Aosta), Possagno (Treviso). Per la categoria tra i 5mila e i 15 abitanti: San Vito Chietino (Chieti), Casali del Manco (Cosenza), Cimitile (Napoli), San Prospero (Modena), Chions (Pordenone), Sacrofano (Roma), Luni (la Spezia), Villongo (Bergamo), Sennori (Sassari), San Giuseppe Jato (Palermo), Capraia e Limite (Firenze), Altopiano della Vigolana (Trento), Mareno di Piave (Treviso).
Per la categoria “comuni sopra i 15mila abitanti”, vincitori assoluti sono: Ottaviano (Napoli), Nonantola (Modena), Azzano Decimo (Pordenone), Genzano di Roma (Roma), Carugate (Milano), Monserrato (Cagliari), Misilmeri (Palermo), Monsummano Terme (Pistoia), Pergine Valsugana (Trento), Vedelago (Treviso).
Gpp e cam
Inoltre, per la prima volta Legambiente insieme all’Osservatorio Appalti Verdi premia all’Ecoforum quei comuni particolarmente attenti all’applicazione di green public procurement (gpp) e dei criteri ambientali minimi (cam). Due le menzioni 2025 assegnate: quella al comune di Cesena come miglior capoluogo di provincia 100% gpp e il comune di Bareggio (Milano) con la miglior performance tra i comuni non capoluogo per aver raggiunto il 95% gpp. L’ottimo risultato ottenuto dalle due amministrazioni nel monitoraggio dell’Osservatorio appalti verdi sull’applicazione del green public procurement e dei criteri ambientali minimi nelle procedure di acquisto di lavori, servizi e forniture negli appalti 2024, è stato raggiunto nel caso di Cesena per avere applicato tutti e sei i criteri del gpp disponibili (conoscenza del gpp, formazione, monitoraggio degli acquisti, criteri sociali, gender procurement e istituzione di un referente per il gpp) e per aver applicato correttamente in tutti i 14 prodotti e servizi acquistati nell’anno solare 2024 i relativi cam.
“Dalla fotografia scattata da Comuni ricicloni 2025 – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – emerge l’importanza di mantenere alta l’attenzione. A fronte di un’adesione in termini numerici analoga a quella delle edizioni precedenti, i numeri dei comuni rifiuti free sono in calo. Se da un lato va riconosciuto l’impegno portato avanti da tante amministrazioni virtuose, dall’altra lato è importante che ci sia una svolta che necessariamente deve arrivare dai centri più grandi e dalle città, ancora troppo latitanti dalle classifiche dei migliori. Serve, inoltre, un’attenzione per le filiere strategiche, come quella tessile e dei raee, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, per garantire sostenibilità e sicurezza economica. Questi settori influenzano l’ambiente, l’occupazione e la competitività industriale. Promuovere economia circolare e innovazione in queste filiere riduce l’impatto ecologico e rafforza l’autonomia produttiva. Una gestione efficace contribuisce a uno sviluppo più resiliente e responsabile”.





