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Corte dei conti. Il credito d’imposta spinge al 75,3% il riciclo degli imballaggi

where Roma when Mar, 10/02/2026 who roberto

Superati gli obiettivi europei del 2030. Nella sua relazione di controllo, la magistratura contabile ha analizzato l’efficacia dell’utilizzo in Italia del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero. Serve però un monitoraggio per comprendere gli effetti sulla crescita.

È cresciuto di quasi 5 punti il livellocorte-conti_0.jpg complessivo di riciclo dei rifiuti da imballaggio in Italia passando da 70,7 al 75,3%, con un superamento degli obiettivi fissati dalla normativa Ue per il 2025 e il 2030. Ciò fa presumere una partecipazione proattiva delle imprese beneficiarie del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero. Però è raccomandabile l’attivazione di un sistema di monitoraggio che fornisca indicazioni sugli effetti di crescita apportati dal credito d’imposta nell’uso dei materiali riciclati, anche per valutare un eventuale ampliamento della dotazione finanziaria e la previsione di un finanziamento su base annuale. È quanto afferma la Corte dei conti in una sua relazione in cui la magistratura contabile ha analizzato l’efficacia dell’utilizzo in Italia del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero. La misura era stata adottata per attuare la direttiva Ue n. 2018/852 per il contrasto all’aumento della produzione di materiali plastici e cartacei per gli imballaggi - quota rilevante dei rifiuti solidi urbani - e che si inserisce nel quadro degli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Agenda 2030 dell’Onu.
 
Credito d’imposta
Il credito d’imposta, specifica la Corte, è riconosciuto alle imprese per le spese documentate di acquisto di prodotti e imballaggi provenienti dalla raccolta differenziata della plastica, della carta e dell’alluminio, nonché di imballaggi biodegradabili e compostabili conformi alla normativa europea di settore.
L’agevolazione, pari al 36% delle spese sostenute nel 2019 e 2020, con un limite massimo di 20mila euro l’anno per ogni impresa beneficiaria, ha previsto uno stanziamento iniziale complessivo annuo di un milione di euro, poi aumentato a 5 milioni dalla legge di bilancio 2023 e confermato anche per il 2024 e 2025.
Dalla data di istituzione del credito fino al 1° ottobre 2025, gli importi fruiti in compensazione (mediante modello F24) ammontano nel complesso a 7.345.083 euro.
Oltre alla verifica degli effetti di crescita apportati dal credito d’imposta nell’uso dei materiali riciclati, l’auspicio della magistratura contabile riguarda l’adozione di iniziative dirette a favorire una maggiore diffusione sul territorio dei fornitori di materiali provenienti da riciclo, per diversificare l’offerta, ridurre i costi di trasporto e migliorare le performance complessive in coerenza con gli obiettivi ambientali dell’Agenda 2030 dell’Onu.
 
Il commento di Gava
“Il giudizio positivo della Corte dei conti conferma che i crediti d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero funzionano e che l’Italia è sulla strada giusta. I dati dimostrano inoltre che la battaglia europea sul regolamento imballaggi aveva solide basi: l’inquinamento da plastica si combatte con raccolta differenziata, riciclo e sostegno alle imprese, non con approcci ideologici. Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro dei consorzi e delle imprese italiane, che investono ogni giorno nell’economia circolare, facendo dell’Italia un modello europeo”. Lo dichiara la viceministra dell’Ambiente Vannia Gava.

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