La crisi della plastica. Dal 1° gennaio la Francia incentiva l’uso del riciclato
La Francia punta agli incentivi sul ricorso alle plastiche riciclate per combattere l’ondata di plastiche extra Ue e rilanciare la domanda di riciclati made in Europe. Dal sussidio sono esclusi i materiali compositi, imballaggi di Pvc e anche i prodotti il cui materiale plastico riciclato proviene da un processo di riciclo con una resa in massa inferiore al 50%.
La Francia punta agli incentivi
sul ricorso alle plastiche riciclate per combattere l’ondata di plastiche extra Ue e rilanciare la domanda di riciclati made in Europe. Dal 1° gennaio in Francia scatterà un incentivo per i produttori di materie plastiche che utilizzeranno polimeri riciclati per le loro lavorazioni e che appartengono alle filiere della responsabilità estesa del produttore (epr). Secondo il decreto, pubblicato lo scorso settembre, le imprese che utilizzano plastica riciclata – apprendiamo da ricicla news - potranno ricevere incentivi modulati a seconda della provenienza della materia prima seconda: si parte da 450 euro per tonnellata se il materiale plastico riciclato incorporato proviene da altri regimi di responsabilità estesa del produttore, il bonus sale a 550 euro per l’utilizzo di materie prime seconde provenienti dallo stesso regime epr, fino ad arrivare a mille euro per tonnellata per l’utilizzo – si legge sulla gazzetta ufficiale francese – di materiale plastico riciclato incorporato derivante da resine plastiche, considerate difficili da riciclare per l’incorporazione in imballaggi sensibili al contatto.
I materiali esclusi
Dal sussidio sono invece esclusi i materiali compositi, imballaggi di Pvc e anche i prodotti il cui materiale plastico riciclato proviene da un processo di riciclo con una resa in massa inferiore al 50%. Le coperture per questi incentivi arrivano direttamente dai sistemi di epr, anche nella forma di modulazioni degli importi pagati dagli stessi produttori. “Il finanziamento dei premi versati ai sensi del presente decreto – si legge nel provvedimento – è assicurato esclusivamente dai contributi e, ove applicabili, dagli adeguamenti, versati dai materiali o prodotti plastici che incorporano esclusivamente o prevalentemente plastica appartenenti allo stesso settore di responsabilità estesa del produttore di quello dei prodotti beneficiari del premio”. Insomma, i fondi arrivano dalle stesse contribuzioni obbligatorie che i produttori versano agli eco‑organismi nell’ambito del sistema epr.
Il principio di prossimità
Due sono i requisiti fondamentali per accedere ai fondi: una rigida clausola territoriale e rigorosi standard di qualità per il trattamento del materiale post-consumo. Il decreto francese parla di “soddisfare il principio di prossimità”, che si considera raggiunto quando la raccolta, la selezione, il riciclaggio e l’incorporazione della plastica riciclata vengono effettuati cumulativamente entro un raggio massimo di 1.500 chilometri attorno al centro della Francia metropolitana, in un paese dell’Unione Europea o anche in un paese terzo, a patto però che soddisfi standard equivalenti a quelli stabiliti dalla direttiva quadro sui rifiuti, dalla direttiva sulle emissioni industriali e da tutti i regolamenti e le direttive europee applicabili ai prodotti oggetto del provvedimento. Inoltre, specifica il testo, “quando la tracciabilità non può essere garantita dal punto di raccolta iniziale, vengono presi in considerazione solo la selezione, il riciclaggio e l’incorporazione dei materiali plastici”.





