La Crisi. Plastica. Convocato il tavolo per non chiudere impianti anche in Italia
Il ministero dell’Ambiente chiama operatori e associazioni al tavolo per discutere su come accelerare la strategia circolare. L’incontro sarà l’8 ottobre.
La crisi della gestione e del
recupero della plastica ha convinto la viceministra dell’Ambiente Vannia Gava a convocare il “tavolo plastiche” con operatori e associazioni di settore per evitare che anche in Italia chiudano degli impianti, come già avviene in altri Paesi europei, e per fare il punto sugli obiettivi della strategia nazionale per l’economia circolare.
L'incontro si terrà a Roma il prossimo 8 ottobre alle 11 nella sede del ministero dell’Ambiente nell'ambito della Strategia Nazionale per l'economia circolare. All'ordine del giorno ci sono tre punti: i problemi dei settori della raccolta e della gestione dei rifiuti plastici; lo stato di avanzamento delle iniziative volte a raggiungere gli obiettivi fissati dalla normativa comunitaria; e l'esame di strumenti finanziari.
Di che si discute
All’ordine del giorno c’è anche la bozza di decreto sugli imballaggi compostabili, difesa dall’Italia in sede europea per tutelare le filiere nazionali e per promuovere soluzioni sostenibili. Seguirà un confronto sulla gestione dei rifiuti plastici.
L’Italia è vicina al target europeo di riciclo 2025 e sta valutando iniziative, strumenti normativi e finanziari per rafforzare la bioeconomia circolare.
“Con ministeri, Comuni, imprese e associazioni manteniamo un dialogo concreto per un’Italia più sostenibile e competitiva”, dichiara la viceministra Gava.
La lettera di convocazione del tavolo, firmata dalla responsabile del dipartimento del ministero dell’Ambiente, Laura D’Aprile, è stata recapitata ai principali attori del comparto: oltre ad Assorimap, anche a Conai e Corepla, Polieco, Coripet, Assoambiente, Enea, centro nazionale rifiuti di Ispra, Anci e Utilitalia.





