Ora la crisi dei rifiuti in plastica contagia anche la raccolta della carta
L’intersezione tra le filiere data dai centri comprensoriali. Unirima scrive ai ministeri: “Senza soluzioni urgenti è inevitabile il blocco dei conferimenti delle raccolte differenziate”.
La crisi del riciclo dei rifiuti
in plastica sta passando anche alla filiera carta, con un effetto contagio molto preoccupante non solo sulla gestione dei rifiuti urbani ma anche sul tessuto industriale. La denuncia – leggiamo su economia circolare.com - arriva da Unirima che riunisce le imprese attive nel settore della raccolta e del recupero, riciclo e commercio della carta da macero e di altri materiali recuperabili. “Senza soluzioni immediate, il conferimento delle raccolte differenziate comunali rischia di fermarsi”, ha detto Francesco Sicilia, direttore generale dell’associazione Unirima.
I centri comprensoriali
Tutta colpa dei centri comprensoriali, che sono il punto d’intersezione delle due filiere di raccolta e riciclo: il rallentamento della plastica rischia di coinvolgere anche la carta. Come? I circa 250 centri comprensoriali “rappresentano il primo anello della filiera e svolgono un ruolo essenziale per garantire la continuità del sistema”, afferma Unirima. L’associazione in una lettera inviata a metà novembre al ministero dell’Ambiente e al ministero delle imprese rileva che gli associati, pur svolgendo in prevalenza attività di trattamento dei rifiuti di carta e cartone per la produzione di carta da macero, spesso utilizzano uno spazio significativo dei loro impianti per svolgere l’attività in qualità di centri comprensoriali per conto dei Comuni e dei gestori del servizio pubblico.
Ma se si blocca l’ultimo ingranaggio, quello che trasforma i rifiuti, il blocco risale la catena: se gli impianti non riciclano e non ritirano i rifiuti, i centri di selezione sono schiacciati tra i materiali in arrivo e la mancanza di prelievi da parte dei riciclatori. “Nelle ultime settimane – si legge nella lettera di Unirima – si stanno verificando in diversi centri comprensoriali consistenti ritardi nel ritiro dei carichi pressati di imballaggi in plastica da parte dei css Corepla”. Fatto che “si sta verificando in diverse località del territorio nazionale”, tanto da creare ormai “notevoli problematicità agli impianti e ai gestori del servizio di raccolta, poiché il mancato ritiro dai CC dei carichi pressati di imballaggi in plastica, si ripercuote anche sul conferimento in ingresso della raccolta differenziata”.
Risolta la crisi a Cagliari
A Cagliari, intanto, dopo i disservizi registrati nei giorni scorsi, la raccolta degli imballaggi in plastica è tornata alla normalità. Per fronteggiare la situazione, leggiamo in una nota del comune, l’assessorato all’ambiente della Regione Sardegna è stato coinvolto nella ricerca di soluzioni, mentre il ministero dell’Ambiente ha attivato un tavolo tecnico con tutta la filiera nazionale. I consorzi di settore chiedono interventi urgenti da parte delle istituzioni italiane ed europee per garantire la sostenibilità del sistema.
È stata comunicata la riapertura di un impianto di riciclo. Sebbene l’emergenza sia rientrata, le difficoltà non sono però del tutto superate. E sino alla risoluzione del problema su scala nazionale, non si possono escludere futuri rallentamenti nella raccolta della plastica. Eventuali disagi saranno comunicati tempestivamente.





