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Plastica. Ecco quanto costa all’Italia la multa europea per il riciclo non fatto

where Bruxelles (Belgio) when Mar, 27/01/2026 who roberto

Secondo i dati della Corte dei Conti, il contributo è aumentato nel tempo nonostante le buone performance di recupero. Per l’Italia si è passati da 749,1 milioni di euro nel 2021 a 793,2 nel 2022 e addirittura a 855,3 nel 2023, prima di scendere a 768,4 milioni di euro nel 2024 grazie alla crescita del riciclo. E nel 2028 la sanzione potrebbe rincarare.

Dal 2021 l’Italia ha versato plastica-riciclata-common-licence.jpgquasi 800mila euro all’anno per un totale di 3,1 miliardi di euro all’Unione europea per gli imballaggi di plastica non riciclati. Secondo i dati della Corte dei Conti, il contributo è aumentato nel tempo nonostante le buone performance di recupero. E ora Bruxelles valuta pure un aumento dell’aliquota, nonostante la crisi dell’industria del riciclo.
 
I numeri
Forse non è noto ai più ma il mancato riciclo degli imballaggi di plastica serve, accanto ad altre voci, a rimpolpare il bilancio dell’Unione europea. In questo senso l’Italia a causa della tassa da 0,8 euro per ogni chilo di rifiuti da imballaggio in plastica non riciclati ha versato a Bruxelles oltre 3 miliardi dal 2021. I conti arrivano dalla Corte dei Conti Ue – leggiamo da Ricicla News https://www.riciclanews.it/rifiuti/p... che ne scrive - l’importo del tributo è passato complessivamente da 5,8 miliardi di euro nel 2021 a 6,3 nel 2022, per passare a 7,2 nel 2023 e poi ridursi a 7,1 miliardi nel 2024. Per l’Italia si è passati da 749,1 milioni di euro nel 2021 a 793,2 nel 2022 e addirittura a 855,3 nel 2023, prima di tornare a 768,4 milioni di euro nel 2024.
In totale sono 3,1 i miliardi di euro pagati dall’Italia all’Ue per non aver riciclato tutti i rifiuti da imballaggio generati, sebbene il nostro paese figuri stabilmente tra gli Stati membri che performano meglio, con un tasso di riciclo del 49% certificato da Eurostat per il 2023.
 
Tariffa a 1 euro
Ma Bruxelles ha già fatto sapere che, complice l’inflazione, presto ci sarà un aumento: “il gettito reale si è eroso rapidamente, riducendo l’efficacia dello strumento sia sul fronte delle entrate che su quello dell’incentivo ambientale”, rimarca la Commissione. E propone quindi un rialzo della tariffa a 1 euro al chilo a partire dal 2028, con un meccanismo automatico di adeguamento annuale all’inflazione.

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