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Ppwr. La filiera del made in Italy teme l’eccesso di burocrazia

where Roma when Mar, 10/02/2026 who roberto

Continuare a crescere riducendo l'immesso al consumo è l'obiettivo, ma con il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi è necessaria una soluzione di sistema. Il confronto in un incontro al Senato.

Il regolamento europeo miragiflex.jpg a ridurre entro il 2040 i rifiuti di imballaggio del 15%, ma il rischio temuto dagli attori del settore è che il made in Italy dell'imballaggio venga penalizzato con burocrazia e norme rigide uguali per tutti. È quanto emerso da un incontro "Filiera a confronto: l'Italia dell'imballaggio verso la nuova normativa europea" organizzato da Giflex, Gruppo imballaggi flessibili. Dal convegno è emerso che continuare a crescere riducendo l'immesso al consumo è l'obiettivo, ma con il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi per raggiungerlo è necessaria una soluzione di sistema, tenendo insieme tutta la filiera in dialogo con le istituzioni. Una soluzione per ridurre il rapporto peso-prodotto potrebbe arrivare dall'imballaggio flessibile, che però non può affrontare da solo la complessità regolatoria.

La produzione italiana di imballaggi – è stato detto - è una filiera solida, innovativa e competitiva del made in Italy che, leggiamo su Askanews, vale 51,3 miliardi di euro tra produttori di imballaggio e costruttori di tecnologie per il confezionamento, la stampa e il converting e rappresenta il 3,3% del fatturato della manifattura e l'1,7% del pil.
 
I commenti di Palaveri e D’Amato
Per Alberto Palaveri, presidente di Giflex e vicepresidente Assografici: "la filiera italiana nel packaging è una filiera vincente, esporta molto e per mantenere questa leadership serve innovazione e investimenti e una collaborazione con le istituzioni per far sì che questo avvenga in maniera competitiva. Noi dell’imballaggio flessibile rispondiamo positivamente alla richiesta dell'Europa di ridurre del 15% l'immesso al consumo, perché siamo leggeri, usiamo pochi materiali, però abbiamo bisogno di macchine di confezionamento e tecnologie di produzione che ci aiutino a questo obiettivo". Rispetto all'attuale quadro legislativo europeo sugli imballaggi si propone di adottare un approccio pragmatico alla regolamentazione Ue, costruttivo e non ideologico, orientato ai risultati e alla fattibilità industriale.
Andrea D'Amato, presidente della Federazione Carta e Grafica, ha detto che "è in corso un'interpretazione mandata avanti da una notice della Commissione europea che rischia di mettere fortemente in discussione i pilastri, che eravamo riusciti in qualche modo a creare, che facilitavano in qualche modo modelli di economia circolare, veicolati attraverso il riciclo. Dobbiamo evitare che questi vengano compromessi e al peggio distrutti". La filiera degli imballaggi è di fronte a una importante sfida: coniugare politica ambientale e industriale, restando competitiva sull'innovazione. Obiettivo cui anche le istituzioni possono dare il loro contributo.

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