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Regolamento imballaggi. La filiera alimentare preoccupata per i costi

where Roma when Mar, 03/03/2026 who roberto

Il passaggio può risultare piuttosto oneroso. Il rischio evocato è quello di una traslazione a valle dei maggiori costi.

Il nuovo Regolamento Ue 2025/40 ppwr.jpgsu imballaggi e rifiuti da imballaggio agita la filiera alimentare. In vigore da agosto 2026, è destinato a cambiare in profondità il modo in cui i prodotti vengono confezionati, distribuiti e, soprattutto, riutilizzati. Il principio che punta ad avere meno rifiuti, più riciclo, più riuso mal si sposa con le esigenze delle aziende chiamate a ripensare materiali, linee produttive, logistica e sistemi di raccolta. E, in molti casi, rivedere contratti e modelli di business.
 
Chi paga?
Le imprese del settore - leggiamo su economy magazine - parlano apertamente di costi aggiuntivi che qualcuno dovrà sopportare. Adeguarsi ai nuovi standard di riciclabilità, rispettare le quote di materiale riciclato, introdurre sistemi di riutilizzo per alcune categorie di prodotti significa intervenire su impianti e processi con tempi serrati. In particolare per le piccole e medie imprese, ossatura dell’agroalimentare italiano, il passaggio può risultare piuttosto oneroso. Il rischio evocato è quello di una traslazione a valle dei maggiori costi. In altre parole, se l’adeguamento normativo pesa sui margini delle aziende, una parte di quel peso potrebbe finire sui listini. Non con aumenti eclatanti su un singolo prodotto, ma con un effetto diffuso che, sommato, incide sul carrello della spesa. E in una fase in cui i consumi stanno appena ritrovando equilibrio, anche piccoli ritocchi possono influire sulla domanda.
Le imprese italiane del packaging sono tra le più avanzate in Europa per innovazione e capacità produttiva. Tuttavia, un’applicazione rigida delle nuove norme del Ppwr, senza adeguati periodi transitori, potrebbe penalizzare chi opera in mercati già compressi da margini sottili e forte concorrenza internazionale.

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