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Rinviata ancora la plastic tax. Scatterà (forse) nel 2027

where Roma when Mar, 13/01/2026 who roberto

La misura che colpirebbe in particolare il ricorso al monouso è stata ufficialmente rinviata al gennaio 2027 con la Legge di bilancio appena approvata.

Niente da fare, anche per quest’annoplastica-monouso.jpg non scatterà la plastic tax, l’imposta di 0,45 euro per ogni chilo di plastica monouso venduto, la cui entrata in vigore era prevista per luglio 2026, è stata ufficialmente rinviata di 6 mesi (gennaio 2027) con la legge di bilancio appena approvata. Così ha deciso il governo Meloni, che aveva già annunciato i suoi propositi in ottobre con la pubblicazione del documento programmatico di bilancio 2026 che ha anticipato alla Commissione Ue gli obiettivi macroeconomici e finanziari della manovra. La misura rinviata colpisce in particolare il ricorso al monouso (tramite produzione propria o importazione). Proprio, ed esclusivamente, su quest’ambito andrebbe a incidere la plastic tax, che si applicherebbe al consumo dei manufatti con singolo impiego, i cosiddetti Macsi.
La storia dice che la plastic tax doveva entrare in vigore nel 2020, ma eravamo nell’anno del Covid e anche su pressione di diverse filiere è stata rinviata fino ad oggi, nonostante l’enorme crisi del settore del riciclo plastica. L’Italia conta una delle filiere del riciclo più attrezzate ed efficienti d’Europa − il tasso di riciclo della plastica nel 2024 ha superato per la prima volta il 50% − ma molte plastiche soffrono la crescente concorrenza di materiale vergine e riciclato di dubbia qualità proveniente dall’Oriente
 
Le reazioni
“Accogliamo con preoccupazione l’ennesimo rinvio dell’entrata in vigore della Plastic Tax”, ha dichiarato in una nota Claudia Salvestrini, direttrice generale del consorzio nazionale dei rifiuti di polietilene PolieCo. “Continuare a posticipare una misura che avrebbe dovuto incentivare la riduzione dell’uso di plastica vergine e sostenere un mercato più responsabile rischia di sottrarre tempo prezioso alla transizione ecologica. La Plastic Tax non deve essere vista come un limite o un ostacolo per le imprese ma come una leva per un sistema produttivo che sappia orientarsi verso materiali e soluzioni sostenibili, accrescendo così il vantaggio competitivo per le filiere virtuose. Ogni rinvio – sottolinea Salvestrini – finisce per alimentare incertezza tra imprese e investitori e disincentiva la pianificazione industriale necessaria per accelerare il cambiamento”.
Sul fronte opposto i settori beverage e alimentare. Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, accoglie invece il rinvio del governo e afferma di lavorare con l'obiettivo alla cancellazione definitiva di imposte “considerate penalizzanti per gli investimenti nel paese”.
Secondo il presidente di Assobibe, Giangiacomo Pierini, la misura fu introdotta nel 2019 in un contesto economico molto diverso da quello attuale. “La Plastic Tax rappresenta un aggravio non sostenibile che colpirebbe consumatori e imprese in una fase in cui il Governo punta a sostenere famiglie e aziende per favorire la crescita”, ha dichiarato Pierini in una nota.
Anche Unionplast (Unione nazionale dei trasformatori di plastica) e l’industria alimentare italiana spingono per la cancellazione della norma, che in ottobre il presidente di Federalimentare Mascarino aveva definito una “tassa ingiusta e illiberale”.

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