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Spiagge sporche. Legambiente cerca anche le bioplastiche (ma non le trova più)

where Roma when Mar, 03/02/2026 who roberto

Nei parchi e nelle spiagge si trovano molte plastiche abbandonate (tappi, bottiglie e altro) ma quelle biodegradabili sono state biodegradate dall’ambiente. In tre anni di monitoraggio l’80% dei rifiuti sono plastica convenzionale, soprattutto imballaggi e rifiuti usa e getta. Bassissima, invece, la percentuale di rifiuti di bioplastiche compostabili, pari allo 0,2% del totale.

I rifiuti di plastica biodegradabile beach-park-litter.jpghanno un vantaggio: si biodegradano e non restano a sporcare l’ambiente, come invece fanno i rifiuti usa-e-getta di plastica convenzionale. A quattro anni dal recepimento della direttiva europea Sup (Single use plastics) che vieta il commercio di alcuni prodotti di plastica monouso, Legambiente ha monitorato per la prima volta anche la presenza di materiali di bioplastica compostabile su spiagge e parchi italiani con il rapporto Beach e Park Litter. La plastica biodegradabile non è ancora contemplata nei protocolli di monitoraggio ufficiali e non fa parte della lista che viene utilizzata in Europa. L’organizzazione chiede di colmare nella direttiva Sup il vulnus normativo a partire dalla definizione di "riutilizzabile", poiché le bioplastiche, pur non essendo plasdtiche riutilizzabili come impone la direttiva, sono però un’alternativa per ridurre la quantità di rifiuti plastici abbandonati nell’ambiente e dal rapporto emerge che bisogna inserire anche questa specifica tipologia di materiale nella lista ufficiale utilizzata a livello europeo nei protocolli di monitoraggio dei rifiuti dispersi per consentire di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali.
 
I dati del report Beach e Park Litter
In tre anni di monitoraggio la Legambiente ha raccolto oltre 40mila rifiuti in 10 parchi e 10 spiagge della penisola. L’80% dei rifiuti è costituito da plastica, soprattutto imballaggi e rifiuti usa e getta.
Bassissima, invece, la percentuale di rifiuti in bioplastiche compostabili rinvenuti, pari allo 0,2% del totale. Una quantità minima anche se paragonata all’immesso sul mercato dei prodotti di questo materiale (82,2 migliaia di tonnellate).
 
Bottiglie e tappi
Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri di plastica non biodegradabile, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti di materiali misti (0,2%) e, infine, quelli di bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%)
 
La soluzione bioplastiche
Sul fronte bioplastiche, la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, Legambiente ricorda che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato.
 
Leggi la ricerca https://www.legambiente.it/wp-conten...

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