Storie di Ppwr. Allarme per il vetro: a rischio olio e prosecco in bottiglia
Tra le regole sulla riciclabilità in discussione per l’implementazione del regolamento imballaggi (Ppwr) anche un indice che metterebbe fuori mercato contenitori troppo spessi e scuri, come quelli in cui si conservano i prodotti sensibili alla luce come olio e spumante. Il caso virtuoso di Verallia di Pescia.
Le bottiglie di prosecco italiane
sarebbero a rischio con le norme in discussione in Europa nell’ambito del nuovo regolamento imballaggi (Ppwr): la preoccupazione arriva da Coreve, il consorzio italiano del riciclo del vetro. “Il Ppwr prevede che entro il 2030 un imballaggio, una bottiglia, costituito per più del 30% in peso da materiale non riciclabile non potrà più essere messo in commercio”, spiega il presidente Gianni Scotti.
Per il consorzio del riciclo, le norme in discussione penalizzano i contenitori di vetro scuro e spesso, tipici ad esempio del prosecco e fondamentali per il metodo classico. Un regalo agli Stati del Nord, senza vino. Messaggio in bottiglia da Bruxelles: per boicottare il vino ci occupiamo del vetro, così come suggerito dai tedeschi.
Il vetro scuro
Cancellare le bottiglie scure di vetro pesante vuol dire impedire che in Europa si producano spumanti, a cominciare dallo champagne, e olio extravergine di oliva. Vuol dire sottrarre all’Ue un ammontare di esportazioni che vale circa 11 miliardi (8 dagli spumanti, 3 dall’extravergine). Tutto perché nella nuova direttiva sugli imballaggi, figlia del Green deal (che è durissimo a morire), c’è scritto: “Entro il 2030 un imballaggio o una bottiglia costituiti per più del 30% del peso da materiale non riciclabile non può più essere messo in commercio”. È il seguito del regolamento sugli imballaggi che si pensava fosse stato accantonato: prevede che il vuoto a perdere sia riciclato al 90%, però si continua a discutere se debba invece essere del tutto abolito e ancora se debbano andare fuori commercio le bottiglie che pesano più di 700 grammi.
La vetreria di Pescia
Intanto, una vetreria toscana, lo stabilimento di Verallia Italia a Pescia, in provincia di Pistoia, è stato inserito da Legambiente tra i migliori cantieri nazionali della transizione ecologica: vetro riciclato, innovazione, riduzione di emissioni e dei consumi energetici sono i punti di forza dell’azienda leader italiana nella produzione di contenitori in vetro per il settore alimentare. Lo stabilimento utilizza una media pari al 62,6% di vetro riciclato. Attivo dal 1976 e in prima linea nella produzione di imballaggi in vetro per alimenti e bevande (vasi e bottiglie) realizzati con materia prima, come sabbia silicea, calcare, carbonato di sodio e rottame di vetro (vetro riciclato), l’impianto di Pescia utilizza vetro frantumato proveniente da scarti di fabbricazione e dai centri di recupero del rottame di vetro presenti nel territorio nazionale.





