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Traffico illecito di rifiuti differenziati a Catania, rinviati a giudizio in 25

where Catania when Mar, 13/01/2026 who roberto

Gli accusati avrebbero avrebbe avuto ingiusti profitti per oltre 400mila euro tra imballaggi in plastica e vetro.

Rinvio a giudizio: è questadifferenziata-catania.jpg la richiesta della Procura di Catania per venticinque indagati, tutti accusati di traffico illecito di rifiuti. L’indagine, partita nel 2021, riguarda una presunta gestione illecita di alcune frazioni di differenziata raccolte nel territorio dell’area metropolitana di Catania. Secondo l’accusa una società con sede nella zona industriale del capoluogo avrebbe avuto ingiusti profitti per oltre 400mila euro, dei quali 334mila per imballaggi in plastica e misti; e 67mila per il vetro.
 
L’impresa – leggiamo su La Sicilia - opera in virtù di un’autorizzazione unica ambientale concessa dal Comune di Catania nel 2018 e aggiornata nel 2022. “Svolge - si legge nella documentazione - attività di messa in riserva (R13) e recupero di rifiuti non pericolosi (R3), su una superficie di stoccaggio complessiva di 4.765 metri quadrati”. Negli scorsi mesi, l’azienda ha presentato una nuova richiesta di autorizzazione ambientale che prevede, oltre alla possibilità di gestire il deposito e il recupero di nuovi codici, anche l’annessione di circa 5.130 metri quadrati, portando la superficie complessiva dell’impianto a 9.885 metri quadrati.

I codici per cui era autorizzata l’azienda al momento dell’indagine riguardavano il recupero e la messa in riserva (finalizzata anche questa al recupero) di alcune frazioni di rifiuto. Una volta trattate dalla ditta catanese, avrebbero dovuto essere spedite agli impianti che le avrebbero trasformate in css, cioè combustibile solido secondario. In questi ultimi impianti, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, gli addetti al controllo avrebbero assicurato l’esito positivo delle analisi a campione, dietro il pagamento di compensi non dovuti, ma non meglio precisati.
Per la procura alcune aree dell’azienda catanese sarebbero state usate per svolgerci operazioni diverse da quelle previste dall’autorizzazione ambientale, stoccandoci immondizia che sarebbe finita indebitamente miscelata. In questo modo, la trasformazione da differenziata - che era in origine - a indifferenziata aveva reso di fatto inservibili i rifiuti per il recupero ai fini della trasformazione in css, che veniva però garantita lo stesso con la complicità dei dipendenti delle aziende di destinazione.

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differenziata-catania