Usa-e-getta/1. In Gazzetta la direttiva rifiuti su moda veloce e spreco di cibo
Il nuovo quadro normativo mira a ridurre i rifiuti, aumentare la riciclabilità degli imballaggi e promuovere il riutilizzo. Nel comparto tessile, la strategia europea mira a contrastare il modello della fast fashion, promuovendo prodotti di qualità, duraturi e accessibili. Tra le priorità la lotta allo spreco alimentare con azioni concrete per indurre reali cambiamenti nei comportamenti.
È stata pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 26 settembre 2025 la direttiva Ue 2025/1892, che modifica la direttiva 2008/98/CE sui rifiuti e segna un passo decisivo verso una gestione più sostenibile degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio nell’Ue.
Il settore tessile e il settore alimentare sono stati identificati come settori chiave su cui intervenire: il nuovo quadro normativo mira a ridurre i rifiuti, aumentare la riciclabilità degli imballaggi e promuovere il riutilizzo. Abbigliamento e cibo sono settori tra i maggiori consumatori di risorse e contribuiscono in modo significativo alle esternalità ambientali negative. Ostacoli come lacune tecnologiche e carenza di finanziamenti rallentano la transizione verso modelli circolari e la decarbonizzazione, rendendo necessarie soluzioni sistemiche fondate su un approccio basato sull'intero ciclo di vita dei prodotti. La direttiva entrerà in vigore il 16 ottobre e dovrà essere recepita entro il 17 giugno 2027.
Tessile
Nel comparto tessile, la strategia europea mira a contrastare il modello della fast fashion, promuovendo prodotti di qualità, duraturi e accessibili. Un punto centrale è l'introduzione di una responsabilità estesa del produttore per i prodotti tessili: i produttori saranno incentivati a progettare articoli più sostenibili e a sostenere direttamente attività di raccolta, riutilizzo e riciclo. Parte dei contributi dovrà essere destinata a misure di prevenzione dei rifiuti e al riuso, favorendo la valorizzazione dei prodotti tessili a base biologica. La nuova direttiva introduce l'obbligo specifico per i produttori di contribuire alla spesa per la raccolta, la cernita e il riciclo dei rifiuti tessili (abbigliamento, accessori, ecc.).
Gli Stati membri devono provvedere alla regolazione della responsabilità estesa del produttore per i prodotti tessili o calzaturieri, immessi sul mercato per la prima volta. I prodotti sono elencati nell’allegato IV quater. È prevista l’istituzione del registro dei produttori di prodotti tessili al fine di verificare il rispetto, da parte dei produttori, degli obblighi previsti dalla direttiva.
Nella normativa italiana il decreto del ministero dell’Ambiente 144/2024 definisce le modalità di iscrizione al Registro nazionale produttori (Renap) da parte dei soggetti sottoposti a regimi di responsabilità estesa.
Alimentare
Anche la lotta allo spreco alimentare rientra tra le priorità: finora gli interventi si sono concentrati sulla sensibilizzazione, ma la direttiva invita gli Stati membri a implementare azioni concrete per indurre reali cambiamenti nei comportamenti, adattando le misure alle specificità regionali e coinvolgendo cittadini, imprese e istituzioni.
Per i rifiuti alimentari è previsto che gli Stati membri adottino le misure necessarie per conseguire, entro il 31 dicembre 2030, i seguenti due obiettivi: ridurre la produzione di rifiuti alimentari nella trasformazione e nella fabbricazione del 10% rispetto alla quantità di rifiuti alimentari prodotta come media annuale tra il 2021 e il 2023; ridurre la produzione di rifiuti alimentari pro capite, sia nel commercio al dettaglio che in altre forme di distribuzione degli alimenti, nei ristoranti e nei servizi di ristorazione e nei nuclei domestici, del 30% rispetto alla quantità di rifiuti alimentari prodotta come media annuale tra il 2021 e il 2023.





