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Al via il primo centro italiano di riciclo totale delle batterie al litio

where Modena when Mar, 20/01/2026 who roberto

L’iniziativa di Reinova, A&C Ecotech e BTS & Saker. Completata con successo la fase di trial tecnologico: l'impianto, ora operativo per il riciclo completo delle batterie, ha una capacità di pre-trattamento 12mila tonnellate all’anno. Il recupero delle materie prime è al 99,6%.

Completata la fase di test batterieauto.jpgè stato avviato nel modenese il primo hub industriale integrato in Italia dedicato al riciclo totale delle batterie a ioni di litio. Il progetto di Reinova, polo di eccellenza nello sviluppo e validazione di componenti per la mobilità elettrica e ibrida frutto della partnership strategica con A&C Ecotech e il gruppo slovacco-coreano BTS & Saker, rappresenta oggi l'unica soluzione europea in grado di gestire l'intero ciclo di vita della batteria: dallo screening iniziale alla produzione di Black Mass ad altissimo grado di purezza. L’impianto vanta una capacità di pretrattamento stimata in 12mila tonnellate all'anno. Il modello industriale, ora validato, è destinato a essere replicato su scala nazionale ed europea per abbattere i costi logistici e rafforzare l'autonomia dell'Ue nell'approvvigionamento di metalli strategici, riducendo la dipendenza dai mercati extra-europei.
 
Black mass al 99,6%
Dopo oltre un anno e mezzo di ricerca e sviluppo, la fase di trial condotta su due tonnellate di batterie esauste ha confermato l'efficienza di un impianto di triturazione e separazione d'avanguardia. Il processo permette di ottenere una black mass (il residuo polveroso e ricco di metalli come litio, nichel, cobalto, manganese ottenuto dal riciclo delle batterie agli ioni di litio esauste) con un grado di purezza del 99,6%, un valore che definisce un nuovo standard industriale per il riutilizzo dei materiali nobili. L'hub è progettato per trattare le chimiche più diffuse sul mercato, nmc (nichel-manganese-cobalto) e lfp (litio-ferro-fosfato), che rappresentano circa il 98% del settore. Attraverso questo impianto, è possibile recuperare e reinserire nella filiera produttiva materie prime critiche come litio, cobalto, nichel, oltre a rame, alluminio e metalli preziosi (oro e argento), trasformando il rifiuto in materia prima pronta per la produzione di nuove celle.
 
I diversi ruoli
L'iniziativa si pone come risposta concreta al Regolamento Ue 2023/1542, introducendo strumenti fondamentali come il digital battery passport per garantire la tracciabilità e la sostenibilità dei materiali. La collaborazione vede una suddivisione tecnica precisa dei ruoli: Reinova: cura l'architettura di sistema, gli standard di sicurezza, lo screening/classificazione delle batterie e la tracciabilità digitale. A&C Ecotech: gestisce il quadro regolatorio, la logistica del trasporto e il trattamento presso l’hub operativo nel Sud Italia. BTS & Saker: fornisce le tecnologie avanzate di pretrattamento e l'esperienza operativa negli impianti pilota."Siamo orgogliosi di aver reso possibile ciò che molti ritenevano realizzabile solo in un arco di dieci anni", commenta Giuseppe Corcione, ceo di Reinova. "Abbiamo progettato e messo a punto un impianto che non è solo un centro di stoccaggio, ma un vero e proprio generatore di valore. Oggi Reinova e i suoi partner possono ritirare batterie su tutto il territorio europeo, processarle e vendere black mass di altissima qualità alle aziende petrolchimiche, chiudendo definitivamente il cerchio della mobilità sostenibile."

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