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200 miliardi d'investimenti in 10 anni per l'energia. Coordinamento Free: rinnovabili protagoniste

where Roma when Mer, 29/04/2020 who roberto

Continuano gli incontri del Coordinamento Free con la politica: videoconferenza con il deputato Gianluca Benamati (PD)

Prosegue l'iniziativa del Coordinamentobenamati.jpeg FREE per informare la politica circa le potenzialità delle rinnovabili. Il quarto incontro è stato con l'Onorevole Gianluca Benamati, (Pd) Vicepresidente della X Commissione della Camera dei Deputati (Attività produttive, commercio e turismo) con il quale i membri del direttivo FREE hanno discusso circa le grandi potenzialità delle rinnovabili, come strumento per supportare la fase d'uscita del paese dalla situazione di crisi economica introdotta dal Coronavirus, dato che per realizzare gli obiettivi del PNIEC occorreranno circa 200 miliardi di investimenti in dieci anni nel settore energetico. Potenzialità che vanno però supportate da azioni di sburocratizzazione degli iter autorizzativi sulle quali il Coordinamento sta lavorando, con emendamenti specifici per ogni normativa.
 
"Il percorso del nostro Paese verso il 2030-2050 è equilibrato e, cosa rara, anche condiviso tra le parti politiche. Abbiamo obbiettivi, linee d'azione e attività programmatoria. Però il meccanismo sta rallentando e ci sono questioni che hanno difficoltà a essere tradotte nel concreto - ha detto il deputato Gianluca Benamati (nella foto), (Pd) Vicepresidente della X Commissione della Camera dei Deputati (Attività produttive, commercio e turismo) durante l'incontro con il Coordinamento Free - . Gli obiettivi che ci diamo sono giusti e ambiziosi, con un investimento di circa 200 miliardi in dieci anni, cosa che rivoluzionerà il settore energetico italiano. Forse non abbiamo gli strumenti giusti ed efficaci per attivare le azioni necessarie”.
 
Benamati si chiede poi se il sistema di gestione dei servizi energetici e quello per la ricerca energetica avanzata siano calibrati per gli obiettivi. Il Gse ha risorse importanti per il Paese, ma in Italia serve un vero sistema per la gestione dei servizi energetici, che deve essere in grado di interloquire con il sistema industriale e fornirgli supporto. Se vogliamo creare un nuovo sistema con investimenti da 200 miliardi in dieci anni creando decine di nuovi GW di potenza installata e arrivando anche a un sistema di distribuzione diverso, oltre che pensare al commissariamento del Gse dobbiamo avere un progetto per far sì che il Gse diventi lo strumento di questa trasformazione. E ciò vale anche per la ricerca energetica: è necessario fare ricerca e investire in questo campo senza disperdere le risorse. Bisogna mettere in sinergia le realtà che fanno ricerca coordinandole ed evitando sprechi e duplicazioni. Anche la politica deve farsi carico di tutto ciò. Bisogna superare gli atteggiamenti tecnici nei ministeri che, a volte, paiono più attenti alla forma che alla sostanza”. 

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