Biometano. L’Italgas accelera. In rete un nuovo impianto in Veneto
È stato realizzato a Porto Tolle (Rovigo) dall’azienda agricola Canella Giancarlo ed è in grado di immettere nella rete di Italgas 2,2 milioni di metri cubi annui di biometano.
Il metano di origine non
fossile trova spazio. L’Italgas ha appena connesso alla rete del gas un nuovo impianto che produce biometano, a Porto Tolle in Polesine sul delta del Po, in grado di trasformare gli scarti agricoli in una fonte energetica. A realizzarlo, leggiamo sul Gazzettino - è stata l'azienda agricola Canella Giancarlo, che ha riconvertito il precedente impianto di biogas.
Con un investimento complessivo pari a 6,5 milioni di euro, coperti in parte da fondi Pnrr, il nuovo impianto è in grado di immettere nella rete di Italgas 2,2 milioni di metri cubi annui di biometano: miscela composta al 97% da metano, gas che altrimenti si disperderebbe in atmosfera con la naturale decomposizione di scarti alimentari e agricoli. Il collegamento avviene tramite un nuovo tratto di rete di circa 100 metri di lunghezza, nell'ambito del quadro regolatorio definito da Arera, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. “Il biometano spiega l'amministratore delegato di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell'Orco, è una grande opportunità per l'Italia e dobbiamo coglierla adesso”. Secondo il manager “il Pnrr ha dato un grande impulso al suo sviluppo e l'auspicio è che il momentum prosegua, potendo contare su un quadro regolatorio stabile e incentivante”. Con l'ennesima attivazione Italgas, che vanta la rete “più estesa e digitalizzata d'Europa” si conferma come “abilitatore dello sviluppo dei gas rinnovabili”.



