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Fermi al Via. Ecco i nuovi bocciati: l’agrivoltaico in spiaggia e l’oasi protetta

where Roma when Mer, 04/02/2026 who roberto

Non solo via libera ma anche bocciature nell’elenco degli impianti sottoposti al ministero dell’Ambiente nell’ambito della Valutazione Impatto Ambientale (Pniec-Pnrr) e presentati tra novembre e oggi. Il no nella zona adiacente alla spiaggia di Platamona (Sassari) e in un’oasi nel viterbese. Le motivazioni.

Erano decisamente due zone agrivoltaico-wikipedia-commons.jpgritenute di pregio ambientale le aree coinvolte dove investitori volevano realizzare due impianti agrivoltaici: uno a Porto Torres a pochi chilometri dalla spiaggia di Platamona e l’altra all’interno del perimetro del Sito Rete Natura Tarquinia. Per questo motivo sono stati fermati dal ministero dell’Ambiente nell’ambito della Valutazione Impatto Ambientale (Pniec-Pnrr) fra i progetti presentati tra novembre e oggi.
 
L’agrivoltaico bocciato in Sardegna
Conclusa con esito negativo la procedura di valutazione impatto ambientale (Pniec-Pnrr) inerente il progetto di un parco agrivoltaico, denominato Porto Torres, della potenza di 40 MW e delle relative opere di connessione alla rete di alta tensione, da realizzarsi nel comune di Porto Torres (Sassari), località strada vicinale Rio d'Ottava.
 
Le motivazioni del no
L’impianto, nel progetto, era composto da 72.720 moduli bifacciali con potenza 550Wp e 145 inverter. Il progetto, differentemente da quanto affermato dal proponente – si legge nel parere della Commissione Via - non costituisce elemento di riqualificazione dell’area ricadendo nell’area residuale di integrità agroecosistemica tra gli ambiti fluviali del Riu Mannu e Rio Ottava e lo Stagno di Platamona; tale area, già sottoposta a rilevanti pressioni antropiche derivanti dall’area industriale di Porto Torres, dagli impianti FER esistenti, dalle infrastrutture di collegamento e dall’urbanizzato, perderebbe le sue funzioni di corridoio ecologico qualora l’impianto, di notevole estensione, venisse realizzato con rilevanti effetti negativi sulla biodiversità. Il progetto comporterebbe, a parere degli esperti del ministero, un incremento dei fenomeni di frammentazione e trasformazione con impatti diretti anche sulle componenti suolo, territorio e patrimonio agroalimentare e paesaggio.
La realizzazione dell’impianto agrivoltaico proposto non supera le criticità legate alla infrastrutturazione di un’area attualmente interessata da zone aperte coltivate oltre a formazioni vegetali a gariga, macchia e a vegetazione ripariale che costituiscono elementi necessari per il transito e per la funzione di habitat sostitutivo di diverse specie censite dal proponente nell’area di progetto e nell’area vasta.
La localizzazione dell’impianto fotovoltaico, ha aggiunto la commissione ministeriale, non è compatibile con le esigenze di tutela ambientale dell’area vasta in cui il progetto si inserisce e il progetto non può essere reso ambientalmente compatibile né con misure mitigative e compensative, tantomeno con integrazioni progettuali o con modifiche di layout.
Gli impatti del progetto si andrebbero poi a sommare con quelli derivati da numerose pressioni ambientali già insistenti sull’area vasta per la presenza di impianti industriali, porti, infrastrutture stradali e ferroviarie, are urbane e altri impianti FER già realizzati e in fase avanzata del permitting comportando impatti diretti su suolo, biodiversità, territorio e patrimonio agroalimentare e paesaggio.
 
Il no a un’oasi agrivoltaica in area protetta
Un no secco anche a un progetto di un'oasi agrivoltaica per la salvaguardia della biodiversità e il miglioramento fondiario, di potenza nominale 87,3868 MWp, località Pian D'Organo, sito nel comune di Tarquinia (Viterbo) e relative opere di connessione alla rete di alta tensione nei comuni di Tarquinia (Viterbo) e Civitavecchia (Roma).
 
Le ragioni del no
L’opera – si legge nel parere - non si integra nel contesto territoriale e paesaggistico di riferimento, con particolare riguardo all’estensione della superficie interessata e alle opere di mitigazione ambientale previste, ritenute non adeguate a evitare o ridurre gli impatti negativi connessi alla realizzazione del progetto sulle componenti suolo, biodiversità, uso del suolo e patrimonio agroalimentare e paesaggio. L’area in cui è proposto l’impianto conserva alcuni elementi tipici di un ambiente poco antropizzato rispetto a quanto si rileva nell’area vasta nella quale sono presenti importanti arterie viarie, elettrodotti aerei, infrastrutture turistiche e altre opere FER.
L’impianto agrivoltaico verrebbe ubicato, per la sua totalità, all’interno del perimetro del Sito Rete Natura che, in considerazione delle diverse pressioni antropiche insistenti nell’area vasta, come sopra elencate, è meritevole di tutela. La realizzazione dell’impianto e delle sue opere accessorie – così afferma la commissione di esperti - si pone in contrasto con gli obiettivi di salvaguardia e conservazione del sito in quanto direttamente impattante sugli habitat e sulle specie ornitiche, garantiti, allo stato attuale, dalla presenza di un agroecosistema con estese aree aperte e nelle immediate vicinanze di aree costiere. A tal proposito, le opere mitigative proposte non sono ritenute efficaci. Pertanto, la commissione ritiene plausibile la possibilità di incidenza negativa del progetto sul sito ZPS IT6030005.
Gli elementi forniti hanno consentito di affermare l’incompatibilità ambientale dei potenziali impatti riconducibili al progetto per quattro matrici di notevole interesse ambientale ovvero suolo, biodiversità, uso del suolo e patrimonio agroalimentare e paesaggio, considerando, tra l’altro, la mancata individuazione di alternative di localizzazione. Tale incompatibilità – afferma la commissione ministeriale - sarebbe poi aggravata dai potenziali impatti cumulativi che potrebbero verificarsi a carico delle medesime componenti per la presenza di impianti FER già realizzati oltre che delle predette opere antropiche di diversa natura che, nel tempo, hanno provocato altresì la trasformazione del territorio aumentando anche il grado di frammentazione degli ambienti naturali e del paesaggio.

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