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Indice Irex in ritirata a novembre dopo i massimi di ottobre

where Milano when Mer, 17/12/2025 who roberto

L’indice delle small e mid cap italiane attive nelle rinnovabili ha fatto segnare una flessione del –7,9% rispetto a fine ottobre ma comunque mantenendo una crescita del 12% da inizio anno.
di Alessandro Marangoni*

Dopo il forte recupero autunnale irexindicinovembre.pnge i massimi raggiunti a fine ottobre, l’indice Irex interrompe la fase espansiva e chiude il mese di novembre con una correzione significativa. Il paniere delle small e mid cap italiane attive nelle rinnovabili e nella smart energy scende a 21.825 punti, segnando una flessione del –7,9% rispetto a fine ottobre ma comunque mantenendo una crescita del 12% da inizio anno.

 
Buoni e cattivi
Il quadro dei singoli titoli conferma un mese difficile per la maggior parte delle società dell’indice. Tra i migliori, pur in un contesto relativamente negativo, si collocano EEMS (+4,4%), sostenuta da una maggiore volatilità e da un incremento degli scambi nella parte centrale del mese, ESI (+3,7%), che beneficia dell’avanzamento di alcune commesse EPC e di una maggiore visibilità sulla pipeline, e Seri Industrial (+1,5%), favorita da un miglioramento del sentiment sul comparto batterie e dall’attesa dei prossimi passaggi del piano industriale. In territorio negativo, invece, Iniziative Bresciane (–1,7%), Frendy Energy (–2,7%), penalizzata da minori volumi di produzione idroelettrica nel mese, Innovatec (–3,6%), ancora condizionata dalle incertezze legate alla revisione del piano industriale e dalle difficoltà del settore ambientale, ed Ecosuntek (–4,5%), indebolita da prese di profitto e dall’andamento meno favorevole delle società retail energy.
La peggiore del mese è Alerion (–8%), rallentata dal raffreddamento del sentiment sul comparto eolico europeo dopo il forte incremento dei mesi precedenti, in un contesto di attesa per gli sviluppi regolatori e di mercato relativi ai nuovi progetti.
 
Il confronto
La performance dell’Irex risulta inferiore a quella dei principali listini italiani. Il FTSE Italia All-Share (+0,48%) mostra una sostanziale tenuta mentre il FTSE Italia Energia (+2,56%) rimane su livelli superiori ai 100 punti base rispetto a inizio mese, sostenuto dalla buona dinamica dei titoli oil & gas.
Anche i principali listini europei hanno mostrato un andamento contrastato. Il DAX tedesco ha segnato un lieve arretramento (–0,53%), mentre il CAC 40 francese è rimasto sostanzialmente stabile (–0,03%). In controtendenza la Spagna, con l’IBEX 35 in crescita del 2,11%, sostenuto dai titoli bancari e dalle società industriali. L’andamento dei mercati riflette un clima di attesa verso le nuove indicazioni della BCE e un’inflazione europea ancora sopra i target, ma in progressivo rientro.
 
Le commodity
Sul fronte delle commodity energetiche, il Brent scende a 63,40 $/bbl (–2,54%), mentre il WTI si attesta a 59,46 $/bbl (–2,36%), confermando un quadro di prezzi più deboli a causa del rallentamento della domanda e dell’aumento delle scorte. Il TTF gas arretra a 28,8 €/MWh (–6,0%), evidenziando un ribasso delle quotazioni rispetto ai livelli di ottobre, mentre il PUN italiano risale a 117,09 €/MWh, in crescita del +5,45% rispetto a ottobre, complice la stagionalità invernale e un aumento dei consumi elettrici.
 
Ocse, Istat e altri
Il contesto macroeconomico internazionale rimane improntato a una crescita moderata. Secondo l’Ocse (Oecd Economic Outlook – dicembre 2025) la crescita globale è attesa al 3,2% nel 2025 e al 2,9% nel 2026, con inflazione in graduale rientro ma ancora eterogenea tra le principali economie. Sembrano pesare i dazi statunitensi, la debolezza del ciclo manifatturiero europeo e gli ostacoli al commercio causati dai conflitti in essere. In Italia, i dati Istat più recenti sui Conti economici trimestrali mostrano nel III trimestre 2025 un PIL in crescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto all’anno precedente. I consumi finali nazionali crescono dello 0,1%, mentre gli investimenti fissi lordi aumentano dello 0,6%. Le esportazioni segnano un +2,6% e le importazioni un +1,2%. Il confronto con le altre nazioni europee evidenzia un quadro differenziato, con Germania stabile (0,0%) e Spagna (+0,6%) e Francia in moderato aumento (+0,5%).
 
Raffreddamento
L'indice Irex risente dunque dell’assenza di segnali regolatori rilevanti nel mese e del generale raffreddamento sulle rinnovabili, in attesa dei prossimi sviluppi sul Decreto FER-X e dei chiarimenti sulle tempistiche delle nuove aste. Tuttavia, permane l’attenzione degli investitori verso le tecnologie di generazione rinnovabile e accumulo, che continuano a rappresentare un asse strategico della transizione energetica.
 
*Alessandro Marangoni è amministratore delegato di Althesys, la società di consulenza che cura l’indice Irex

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