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​Irex, le rinnovabili italiane sono sempre più internazionali

where Milano when Mar, 12/11/2013 who michele

Il settore rinnovabili si sta assestando e, nonostante la difficile situazione del comparto in Italia, le nostre pure renewable continuano ad avere buone prospettive grazie alla rifocalizzazione strategica all’estero

di Alessandro Marangoni*
 
Il mese di ottobre è stato contrassegnato da un andamento positivo dei mercati. È di metà mese l’annuncio dell’accordo tra democratici e repubblicani per evitare il default degli Stati Uniti, con benefici anche sulle altre economie, che hanno visto scendere i tassi dei titoli di Stato. I listini hanno, inoltre, beneficiato dell’aumento oltre le attese dell’indice Zew sulla fiducia delle imprese in Germania, balzato ai massimi dopo tre anni. In Italia, l’Indice All Share è aumentato di sei punti percentuali nell’ultimo mese. Le altre Borse hanno registrato anch'esse risultati positivi: DAX (6%), CAC (4%), IBEX (6%).
Tuttavia, negli ultimi giorni di ottobre, Piazza Affari ha risentito della continua instabilità politica e della debolezza dei titoli bancari, appesantiti dal giudizio di Moody’s, secondo il quale i criteri della Bce per i prossimi stress test saranno negativi per alcuni istituti italiani. In questi primi giorni di novembre i mercati sono anche penalizzati dall’annuncio da parte della Commissione Europea dell’abbassamento delle prospettive di crescita per l’Eurozona: nel 2014 il Pil salirà dell’1,1% e non dell’1,2% previsto in precedenza. L'imprevisto taglio della BCE del tasso di riferimento conferma peraltro che l'economia europea è nel suo complesso ancora debole.
Il mercato del petrolio ha viaggiato su un doppio binario. Da un lato, il Brent nell'ultimo mese si è apprezzato di 3 dollari al barile mantenendosi tra i 105$/b ed i 110$/b, mentre il Wti, deprezzatosi di circa 5$/b, è sceso sotto i 100$/b e si prevede che la discesa proseguirà. Il Brent ha presumibilmente risentito delle forti tensioni geopolitiche presenti in nord Africa, in particolare in Libia, e nel Mare del Nord. Al contrario, il Wti ha scontato il rallentamento dell’economia americana, insieme all’aumento delle scorte. L’indice FTSE Oil & Gas ha registrato un aumento di otto punti percentuali.
In questo quadro l’indice IREX ha guadagnato un punto percentuale, segno che il settore si sta assestando e che, nonostante la difficile situazione del comparto in Italia, le nostre pure renewable continuano ad avere buone prospettive grazie alla rifocalizzazione strategica su alcuni mercati esteri.
Buona performance di Falck Renewables, che ha annunciato di aver raggiunto i 731 MW di capacità installata, 288 dei quali nel Regno Unito, grazie alla messa in esercizio del parco eolico di Nutberry in Scozia. L’operatore milanese ha inoltre ottenuto l’autorizzazione alla costruzione del parco eolico di Assel Valley, in Scozia.
TerniEnergia, nell’ambito del suo processo di internazionalizzazione, realizzerà per EGP due impianti fotovoltaici per complessivi 148,5 MW in Sudafrica. Ha inoltre annunciato che la holding del Gruppo sbarcherà alla Borsa di Londra.
Anche Kinexia prosegue il suo percorso di diversificazione geografica con la costituzione negli Emirati Arabi della società Kinexia Renewable Energy in compartecipazione con il Gruppo locale Rashid Al Habtoor Holdings (51%).
Prosegue e accelera dunque l'internazionalizzazione delle imprese italiane, sempre più orientate verso i Paesi emergenti, dove la domanda energetica continua a crescere a ritmi sostenuti. Come già segnalato nei mesi scorsi dall'Irex Annual Report 2013, Sud Est Asiatico e America Latina sono tra le nuove destinazioni degli investimenti delle pure renewable italiane. Ad esempio Enertronica ed Infrastrutture SpA, stanno investendo in Giappone, mentre Enel Green Power estende i suoi confini in Sud America (finora Cile e Brasile), con un nuovo progetto fotovoltaico in Perù.
 
*Alessandro Marangoni è amministratore delegato di Althesys, la società di consulenza che cura l’indice Irex
 

 
 

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