Il nimby contro l’eolico. Sit-in e proteste contro le pale nel Lazio e in Irpinia
Accanto ai comitati cittadini ci sono gli Amici della Terra, che nel Lazio lavoreranno alla stesura delle osservazioni al progetto da presentare al ministero dell'Ambiente, e Italia Nostra in Irpinia che ha invece denunciato la riapertura del procedimento dopo la bocciatura con altro nome.
Ci risiamo, prosegue il braccio
di ferro tra gli operatori delle rinnovabili e i comitati cittadini che non vogliono che vengano realizzati impianti eolici, a loro dire troppo impattanti sul territorio. È il caso dei megaimpianti tra Lazio e Toscana all’Alfina di quello di Lacedonia in Irpinia
La minaccia dell’Alfina
Una minaccia incombe sull’altipiano dell’Alfina nel Lazio al confine con la Toscana: qui, in un’area già suggerita dal Fai, un progetto eolico prevede l’installazione di 8 aerogeneratori alti 200 metri di fianco al quale si stanno affiancando iniziative con impianti fotovoltaici, agrivoltaici e impianti di accumulo. Un sit-in di un comitato cittadino è svolto nelle scorse settimane contro l’opera.
Nei prossimi giorni gli Amici della Terra lavoreranno, insieme al neonato Comitato Alfina Viva, alla stesura delle osservazioni al progetto da presentare al ministero dell'Ambiente e alla preparazione di una Carta dell’Alfina, un documento che valorizzerà le emergenze storiche, culturali, naturalistiche e paesaggistiche del territorio, con l’obiettivo di tutelarlo da interventi incompatibili con la sua identità. Gli Amici della Terra rinnovano il loro impegno a difesa dell’Alfina e invitano istituzioni, cittadini, associazioni a unirsi in questa azione di tutela “per preservare un territorio unico nel suo genere, che merita di essere protetto e valorizzato, non distrutto. È venuto il momento - dichiara la presidente Monica Tommasi - di fermare questi impianti. Non possiamo più accettare che la pianificazione e la trasformazione di un territorio venga di fatto completamente delegata agli operatori delle rinnovabili, il cui scopo è quello di massimizzare i profitti lucrando sulle allettanti tariffe incentivanti pagate in bolletta dalle famiglie e dalle imprese italiane. Diciamo basta a questo far west destinato a minare profondamente l’immagine del Cuore verde d’Italia”.
Torna il progetto Macchialupo
Italia Nostra ha denunciato la riapertura del procedimento per il progetto eolico Origlia nei comuni di Lacedonia e Aquilonia, in provincia di Avellino, che riprende sostanzialmente il progetto Macchialupo del 2023 bloccato dal ministero dell’Ambiente a causa di numerose opposizioni da parte di cittadini e associazioni ambientaliste. Il progetto, proposto dalla società SKI 20, prevede l’installazione di 6 aerogeneratori alti oltre 200 metri, decine di chilometri di strade, cavidotti interrati ed elettrodotti aerei, e – affermano - minaccia il territorio già fortemente compromesso dalla precedente espansione eolica.
L’Ufficio Via-Vas della Regione Campania aveva comunicato il preavviso di archiviazione ma il procedimento è stato riavviato il 28 ottobre scorso, in concomitanza con l’inizio della campagna elettorale.
Italia Nostra chiede alle amministrazioni comunali di Lacedonia e Aquilonia, alla Comunità Montana Alta Irpinia e alla Città Alta Irpinia di opporsi al progetto, definendolo un "colpo letale" per il monte Origlio, la cima più alta dell’Irpinia d’Oriente, dal quale prende il nome.


