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Produzione elettrica 2025. Cala l’idroelettrico, boom fotovoltaico (+25,1%)

where Roma when Mer, 28/01/2026 who roberto

Superati gli obiettivi del decreto aree idonee per il 2025: 57,1 GW di capacità installata tra solare ed eolico. Nuove installazioni di accumuli per oltre 1,7 GW: cresce il contributo degli impianti di grande taglia.

Sono rimasti stabili nel 2025 eninfograficaconsumidicembre2025verticale.jpgi consumi elettrici rispetto a un anno fa con le fonti rinnovabili che hanno coperto il 41%, un punto percentuale in meno del 2024. Lo evidenziano i dati di Terna che parlano di due effetti contrastanti: da un lato, il record annuale di produzione fotovoltaica, dall’altro, una produzione idroelettrica tornata a valori standard rispetto all’elevata idraulicità registrata nel 2024.
 
Chi cresce
Analizzando le singole fonti rinnovabili, la produzione fotovoltaica (+25,1%) nel 2025 ha raggiunto il nuovo record storico arrivando a superare i 44 TWh con un picco nel mese di giugno di 5,7 TWh (+35,6% rispetto al giugno 2024).
Questo incremento (+8.892 GWh) è dovuto sia al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+6.636 GWh) sia ad un maggiore irraggiamento (+2.256 GWh). La fonte idroelettrica, dopo lo straordinario incremento del 2024, è tornata ai livelli di produzione degli anni precedenti (-21,2%).
Più contenuta la diminuzione della fonte eolica (-3,3%). Sostanzialmente stabile la fonte geotermica (-0,3%). La produzione da accumuli stand alone ha raggiunto 1,5 TWh, confermando il ruolo chiave di queste risorse a supporto dell’integrazione delle FER.
 
La potenza
Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, nel 2025 l’incremento di capacità in Italia è stato pari a 7.191 MW. Al 31 dicembre si registrano 83.529 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 43.513 MW di solare e 13.629 MW di eolico. Rispetto a quanto previsto dal DM Aree Idonee (21 giugno 2024), il target fissato per il quinquennio 2021-2025 di nuove installazioni è stato superato di 1.605 MW. Da gennaio a dicembre 2025, la potenza nominale degli accumuli in esercizio è aumentata di 1.743 MW, di cui 723 MW utility scale. Nel 2025 si registrano in Italia 884.404 installazioni che corrispondono a 17.920 MWh di capacità e 7.362 MW di potenza nominale. Negli ultimi anni la capacità di accumulo in Italia è cresciuta soprattutto grazie ai grandi impianti utility scale, contrattualizzati attraverso il meccanismo del capacity market. A settembre 2025, inoltre, si è tenuta la prima asta del Macse (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico) che ha visto assegnati 10 GWh di capacità, pari al 100% del fabbisogno.
Al contrario, il segmento dei piccoli accumuli domestici ha rallentato, anche a causa della riduzione degli incentivi fiscali che in passato ne avevano favorito la diffusione.
 
I numeri di dicembre
Passando all’analisi del mese di dicembre, la domanda elettrica ha raggiunto i 26.135 GWh, valore più alto dal 2021 e pari ad una variazione del +1,8%; tale risultato è stato raggiunto con lo stesso numero di giorni lavorativi ma con una temperatura media mensile superiore di 0,8°C rispetto a dicembre del 2024. Il dato corretto dagli effetti temperatura e calendario porta la variazione a +2,6%. Con dati destagionalizzati resta stabile la variazione in termini congiunturali (-0,1% rispetto a novembre). A livello territoriale, la variazione a dicembre 2025 è risultata ovunque positiva: +2% al Nord, +1,8% al Centro e +1,4% al Sud e Isole. La domanda è stata soddisfatta per l’85,7% con produzione nazionale e per la quota restante (14,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 27,5% del fabbisogno mensile (32,5% a dicembre 2024). La produzione nazionale netta (22,7 miliardi di kWh) è risultata in aumento del 5,5% rispetto a dicembre 2024 con la seguente articolazione per fonti: termico (+15,6%), fotovoltaico (+12%), eolico (-44,1%), idrico (-9,0%) e geotermico (-0,2%). Il dato del saldo import-export è in diminuzione del 14,1% per effetto di un aumento dell’export (+8,7%) e una diminuzione dell’import (-12,0%).

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