Report. Lazard conferma: le rinnovabili per produrre non hanno bisogno di incentivi
I dati del rapporto di Lazard per gli investitori segnalano come particolarmente vantaggiosi il fotovoltaico utility-scale e l’eolico onshore. Ribassano i costi degli accumuli. Il report segnala un deciso aumento del Lcoe per nuove centrali a gas naturale a ciclo combinato.
Le fonti rinnovabili – in particolare
il fotovoltaico utility-scale e l’ eolico onshore – restano le tecnologie di nuova generazione a più basso costo, anche in assenza di incentivi fiscali. A dirlo è il rapporto annuale Levelized Cost of Energy+ (LCOE+) di Lazard, un documento che raccoglie dati reali dei costi di generazione elettrica rilevati da progetti operativi negli Stati Uniti, fotografa l’evoluzione del mercato energetico e fornisce preziose indicazioni per operatori.
La resilienza delle rinnovabili
Secondo il report, il costo livellato di produzione dell’energia (Lcoe) per impianti solari ed eolici utility-scale rimane il più basso tra tutte le fonti di nuova generazione, anche senza sussidi. Questa tendenza, ormai consolidata da oltre dieci anni, rafforza la posizione delle rinnovabili come soluzione di riferimento per gli investimenti nella realizzazione di nuovi impianti, grazie anche alla rapidità di implementazione e alla scalabilità tecnologica. Lazard evidenzia che, nonostante le pressioni sui costi verificatesi tra il 2021 e il 2024, il comparto rinnovabile ha mostrato una notevole resilienza, mantenendo elevati livelli di competitività grazie a progressi tecnologici e ottimizzazioni lungo la filiera.
Nuovi impianti a gas più costosi
Il report segnala un deciso aumento dei costi di generazione elettrica per nuove centrali a gas naturale a ciclo combinato, che raggiunge nel 2025 il livello più alto dell’ultimo decennio. I fattori principali sono la scarsità di turbine, l’aumento dei costi dei materiali e tempi di consegna più lunghi. Ciò rende più onerosa la realizzazione di nuovi impianti a gas, anche se la tecnologia rimane competitiva nel caso di impianti già esistenti, dove i costi di esercizio restano contenuti grazie ai bassi prezzi del combustibile. Lazard prevede che, sebbene questi aumenti possano persistere nel breve periodo, l’ottimizzazione della supply chain e l’aumento dell’efficienza tecnologica potrebbero, nel medio-lungo termine, contribuire a riportare i costi a livelli più sostenibili.
Accumulo: calano i costi
Un altro dato significativo del report 2025 è la decisa riduzione dei costi dell’accumulo energetico, in particolare per i sistemi a batteria, sia in configurazione ibrida con fonti rinnovabili sia stand-alone. I livelli di Lcoe per lo storage tornano ai valori del 2020, dopo anni di crescita dovuti all’aumento della domanda globale e all’inflazione dei componenti. Due i principali fattori di questo calo: riduzione della domanda di veicoli elettrici, che ha generato un eccesso di offerta di celle per batterie; progressi tecnologici, con celle più capienti e dense dal punto di vista energetico.
Questo scenario rafforza la posizione dello storage come componente chiave per garantire la flessibilità del sistema elettrico e l’integrazione delle rinnovabili non programmabili.
Il documento https://www.lazard.com/research-insi...



