torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

Rinnovabili e occupazione. Anev, dall'eolico offshore 60mila nuovi posti di lavoro

where Roma when Mer, 30/07/2025 who roberto

Nello studio della Sapienza sono previsti investimenti fino a 20miliardi. Simone Togni (Anev): una roadmap chiara per semplificare le procedure, garantire sostenibilità e avviare progetti realmente cantierabili.

L'Italia si prepara a scriveretogni-anev.jpg una nuova pagina per l'eolico offshore, che nel nostro Paese non è mai davvero partito. Oggi, ci sono tutti i presupposti per avviare finalmente una rinascita consapevole e strategica che, si stima, potrebbe portare investimenti tra i 10 e i 20 miliardi e creare 60mila posti di lavoro. È il quadro evidenziato dal terzo summit dell'eolico offshore di Anev, “Mai partiti, ma pronti a ripartire. Il tempo dell'eolico offshore in Italia è ora”, un incontro nato per analizzare le ragioni del ritardo italiano in questo settore chiave e per presentare una roadmap tecnica, normativa e industriale condivisa da tutta la filiera, con l'obiettivo di sbloccare i progetti, semplificare le regole, garantire sostenibilità e favorire l'integrazione territoriale.
 
Lo scenario
Nel corso del summit è stato illustrato lo studio “Valutazione degli impatti economici, occupazionali e sociali derivanti dallo sviluppo dell'eolico offshore galleggiante in Italia”, realizzato dall'Università La Sapienza. Il rapporto definisce scenari di crescita economica e occupazionale nel breve termine, in linea con gli obiettivi fissati per il settore.
Nello studio si dice che con investimenti tra 10 e 20 miliardi di euro è possibile impostare in Italia la realizzazione di quote di costruzione significative riguardanti floater e sottostazioni. I posti di lavoro conseguenti a tali investimenti risultano essere fino a 60mila dipendenti a tempo pieno.
 
Il commento di Togni
“L'eolico offshore in Italia è rimasto troppo a lungo in attesa, bloccato da ritardi normativi, incertezze autorizzative e da una visione frammentata. Oggi però le condizioni per cambiare passo ci sono tutte: abbiamo tecnologie mature, una filiera industriale pronta, competenze consolidate e ampie aree marine adatte allo sviluppo", ha commentato Simone Togni (nella foto), presidente dell'Anev. "È arrivato il momento di agire. Con questo summit, l'industria italiana dell'eolico marino presenta una proposta concreta e realizzabile: una roadmap chiara per semplificare le procedure, garantire sostenibilità e avviare progetti realmente cantierabili. L'Italia non può più permettersi di restare ferma mentre il resto d'Europa investe in maniera decisa sull'eolico off-shore. Il mare rappresenta un elemento strategico della nostra sovranità energetica. Dobbiamo valorizzarlo con visione, equilibrio e concretezza. Il futuro energetico dell'Italia passa anche da qui".

immagini
simone-togni-anev