Storie nimby. Battaglia nel cimitero di Andria. No ai moduli sulle cappelle private
L’azienda affidataria dell’illuminazione del camposanto ha ordinato ai proprietari delle cappelle la rimozione dei moduli entro trenta giorni. Ma sembra che non abbia il potere per farlo visto che le cappelle sono proprietà private.
Ad Andria non c’è pace al
cimitero da quando alcuni proprietari delle cappelle private hanno deciso di installare un impianto fotovoltaico per alimentare il luogo dove riposano le spoglie dei propri cari. Dopo averlo saputo, la locale azienda affidataria del servizio di illuminazione del camposanto ha ordinato, a mezzo affissione, la rimozione entro trenta giorni dei piccoli impianti ricordando loro che è la municipalizzata a fornire il punto luce ai proprietari delle cappelle. D’accordo con la richiesta – leggiamo su telesveva - è l’intergruppo consiliare composto dai Cinquestelle Michele e Vincenzo Coratella, dall’indipendente Di Lorenzo e dall’esponente di Azione Gianluca Grumo. Tutti precisano che è solo il Comune ad avere potere ispettivo e addirittura che la concessione del terreno è già titolo per la realizzazione dell’impianto.
Decide il Comune
Ma non sono tutti d’accordo: “La multiservice non può contestare la legittimità e tantomeno rimuovere gli impianti fotovoltaici delle cappelle private del cimitero”. È quanto afferma in una nota il consigliere comunale del Partito Democratico Mirko Malcangi che ricorda come la Multiservice è una semplice affidataria di servizi e non ha la concessione del cimitero e non ha nessuna potestà regolamentare; le attività ispettive e repressive spettano al Comune nell’ambito delle leggi e dei regolamenti; le cappelle private sono di proprietà, appunto, privata, in concessione, e il diritto di superficie nell’ambito del cimitero, anche gli impianti, sono di proprietà privata, dice Malcangi del Pd.



